24/12/10

Il 'Dittatore del Bunga Bunga'

di Michele

Berlusconi si è messo in politica per:
curare gli interessi delle aziende di famiglia e salvare il suo monopolio televisivo privato, data l’incostituzionalità della legge Mammì fatta dal suo amico Craxi che gli consentiva di mantenere le tre reti televisive;
coprirsi tramite una sorte di scudo giudiziario dai suoi problemi con la giustizia;
raccogliere l’eredità politica lasciata da Craxi;
fare da referente politico di Cosa Nostra, su richiesta di Dell’Utri.

Di nuovo Berlusconi non ha portato niente, il suo disegno politico è stato seguire la strada del suo maestro Licio Gelli, capo della P2 di cui Berlusconi era tesserato con numero di tessera 1816 e, facendo sue tante idee del piano di Rinascita Democratica, sta attentando ai principi fondanti della Costituzione come: l’autonomia e indipendenza della magistratura, la libertà di manifestazione del pensiero e di stampa, l’uguaglianza di tutti cittadini di fronte alla legge.

Allora, cosa è cambiato in 16 anni di berlusconismo?
Nell’interesse di tutti gli italiani di meglio c’è stato niente.

E gli altri che hanno governato cosa hanno fatto?
Sicuramente meglio nell’interesse generale dell’Italia.

Il debito pubblico è aumentato vertiginosamente sotto la guida di Berlusconi e Tremonti, a differenza di quando spettava agli altri risanare l’economia del Paese, come mostra la tabella seguente:


Riguardo il Prodotto Interno Lordo i numeri parlano chiaro, come mostra il seguente video:



Come se non bastasse, continuiamo a sentire da 16 anni che Berlusconi è vittima di un complotto giudiziario, eppure non c'è alcuna prova di ciò che afferma, al contrario non è uscito innocente da quasi tutti i suoi processi (Caso Mills, lodo Mondadori, tangenti alla Guardia di Finanza, Caso All Iberian, ecc.) ma solo amnistiato, prescritto o non condannato per insufficienza di prove o perchè non ritenuto diretto responsabile, oppure perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato (falso in bilancio per le società off-shore nel procedimento All Iberian 2), oltre alle altre leggi fatte per impedire ai suoi processi di giungere a conclusione, riducendo i termini di prescrizione o rinviandoli all'infinito.
Se Berlusconi avesse trovato davvero le “toghe rosse” a Milano, la prescrizione per concessione delle attenuanti generiche (lodo Mondadori) e le assoluzioni con formula dubitativa (caso Medusa, processo Sme) potevano essere condanne definitive per il signor Berlusconi.

Inoltre, i processi si fanno sulla base di prove e quando le prove erano sufficienti per arrivare a condanna definitiva di Berlusconi (amnistiato 2 volte e prescritto 3 volte) ci sono stati vari interventi legislativi da parte del suo governo allo scopo di: rinviare processi attraverso legittimo impedimento, legittimo sospetto, lodo Schifani e Alfano poi dichiarati incostituzionali; bloccare l'acquisizione di prove con la legge sulle rogatorie; depenalizzare i reati commessi come il falso in bilancio; arrivare alla prescrizione riducendone i termini.
Ovviamente Berlusconi non è vittima di alcun complotto.
Infatti, è accertato, dalla sentenza definitiva della Cassazione, che Mills è stato corrotto per testimoniare il falso nell'ambito di due processi in cui era imputato Silvio Berlusconi (il processo per corruzione alla Guardia di Finanza e il processo dei fondi neri di All Iberian) allo scopo di “tenere fuori da un mare di guai” Silvio Berlusconi.
E’ accertato che il giudice Metta è stato corrotto dai legali di Berlusconi per strappare la Mondadori a De Benedetti.
E’ accertato, dal processo All Iberian 1, il finanziamento illecito di 22 miliardi di lire al PSI, denaro partito da fondi occulti della Fininvest per finire nei conti svizzeri del PSI di Craxi.
E’ accertato che alcuni finanzieri sono stati corrotti per far chiudere loro tutti e due gli occhi sulle irregolarità riscontrate nelle verifiche fiscali presso le aziende di famiglia Berlusconi; Massimo Maria Berruti e Salvatore Sciascia, che lavoravano per il gruppo Fininvest e prima ancora erano ufficiali della Guardia di Finanza, sono stati condannati in via definitiva in tale processo relativo alle tangenti alla Guardia di Finanza e poi hanno fatto carriera politica entrando in parlamento col partito di Berlusconi.

Su tutto quanto sopra esposto cala da 16 anni il silenzio tombale dei media asserviti al potere, in tal modo Berlusconi è riuscito a passare da carnefice della democrazia a vittima di presunti complotti, a vittima di calunnie, anche se non hai mai fornito prove convincenti per smentire le accuse rivoltegli, a vittima di un sistema che per lui funziona male e che quindi è necessario cambiare, ma a proprio piacimento.
La strategia comunicativa di Berlusconi è studiata ad arte per convincere le persone ignare che c’è necessità di attuare riforme, che in realtà non sono riforme nell’interesse collettivo e di un miglior funzionamento delle istituzioni, ma sono nell’interesse suo personale; infatti, dietro il termine riforme si cela un disegno golpista, eversivo che ha come obbiettivi:
sottomettere la magistratura al potere esecutivo per impedire ai magistrati zelanti di continuare a occuparsi di lui e dei signori della Casta del malaffare, attraverso un disegno piduista che attenta all’autonomia e indipendenza della magistratura;
impedire ai cittadini di conoscere atti di indagine, come quelle sulla cricca degli amici della Protezione Civile, di conoscere verità scomode a Berlusconi e ai suoi sodali;
aggirare o rimuovere qualsiasi regola, organo di controllo e/o istituzione democratica che sia di ostacolo al raggiungimento dei suoi interessi personali, quindi occorre imbavagliare la stampa, i liberi giornalisti, ridurre il parlamento a organo di ratifica del potere esecutivo.

Berlusconi vuole vincere le elezioni facendo passare i messaggi della sua propaganda come verità assolute, servendosi anche dell’occupazione della Rai tramite i suoi uomini (Masi, Minzolini, ecc.) e l’attuale maggioranza di centrodestra nel CDA della Rai, insomma vuole vincere avendo l'arbitro dalla sua parte, in questo caso l'informazione funge da cane da compagnia e non cane da guardia di chi esercita il potere.
Addirittura siamo sottoposti ai deliri berlusconiani secondo cui ci sarebbe un'informazione manipolata contro di lui e menomale che persino i giornali stranieri più conservatori sono stati nel corso degli ultimi anni molto critici nei suoi confronti.
In Italia sono pochissimi i giornalisti liberi come Santoro e Travaglio, che fanno informazione vera e non di parte, perchè raccontare la verità, esponendo fatti provati, per chi ha costruito il proprio consenso sulla menzogna è come schierarsi contro, quindi per tale motivo Anno Zero è di ostacolo per Berlusconi. Da ciò nasce la strategia di intimidire i liberi giornalisti e fare pressioni per la chiusura di trasmissioni televisive che non sono controllate da Berlusconi, allo scopo di impadronirsi di tutti gli spazi informativi che non riesce a controllare in modo diretto.
Anche il rapporto 2010 di Freedom House traccia uno scenario inquietante sulla libertà di informazione in Italia:
“il Primo Ministro Silvio Berlusconi si è scontrato con la stampa per la copertura della sua vita personale, che ha portato a querele contro i media esteri e locali e alla censura di ogni contenuto critico da parte della TV di stato.
Il ritorno al potere di Berlusconi nell’aprile 2008 gli ha permesso nuovamente di poter controllare fino al 90% delle emittenti televisive nazionali, mediante gli sbocchi alle televisioni pubbliche e le sue partecipazioni ai media privati.
Il primo ministro risulta essere il principale azionista di Mediaset, del principale editore nazionale Mondadori e della più grande concessionaria di pubblicità Publitalia.”

Le pressioni su Annozero, programma di approfondimento politico più seguito, e la mancanza di pluralismo e rispetto della par condicio avutasi nei Tg Mediaset e Rai, escluso il Tg3, confermano la fondatezza dell'allarme lanciato da Freedom House:
da intercettazioni telefoniche condotte dalla procura di Trani, legate a un'inchiesta su carte di credito e tassi di usura, risulta che Berlusconi, nel tentativo di mettere il bavaglio ad Annozero, ha fatto pressioni su Giancarlo Innocenzi, ex membro dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con inviti molto espliciti a chiudere il programma;
nell’ambito della stessa inchiesta della procura di Trani, risulta da un’altra intercettazione che il direttore del Tg1 Minzolini ha promesso a Berlusconi di intervenire con editoriali per screditare Spatuzza e alcuni magistrati;
al Tg1 si è verificata una vera e propria epurazione dei giornalisti che non hanno firmato un documento di sostegno al direttore Minzolini: dopo il caporedattore Massimo De Strobel, Minzolini ha annunciato al comitato di redazione che sono stati sollevati dal loro incarico di conduttore del Tg Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso, tutti professionisti che hanno contribuito a scrivere la storia di quella che un tempo è stata la più importante testata televisiva.

Sono un esempio del livello di manipolazione mediatica del servizio pubblico a favore di Berlusconi:
la decisione del Cda della Rai di sospendere i programmi di approfondimento politico in campagna elettorale nel marzo del 2010; la notevole sproporzione a favore del centrodestra da parte nei notiziari, con intervento dell’Agcom che ha multato Tg1 e Tg5 relativamente al periodo elettorale di marzo 2010 e ha poi diffidato Tg1 e richiamato Tg4 e Studio Aperto; le tante notizie censurate o diffuse in modo distorto nei Tg sopra citati (la prescrizione di Mills, corrotto da Berlusconi, è stata data dal Tg1 come assoluzione; è stata oscurata la notizia dell’indagine su Cicchitto; il Tg1 ha oscurato l’inchiesta di Bari sul sistema Tarantini perché per Minzolini era gossip; sono state oscurate le proteste dei terremotati abruzzesi, dei precari della scuola licenziati e degli operai delle aziende a rischio chiusura; è stata oscurata dal Tg1 la sentenza della Corte di Cassazione, che ha dichiarato legittima l'ordinanza di arresto per Nicola Cosentino; Il Tg1 non ha parlato dei motivi delle contestazioni a Dell'Utri, a Schifani, a Bonanni; è calato il silenzio mediatico dei principali Tg nazionali sugli sbarchi dei clandestini continuati a luglio; sono state oscurate le parole di Veronica Lario più gravi contro Silvio Berlusconi quando il 3 maggio 2009 annunciò di aver chiesto il divorzio; ecc.).

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