31/01/10





SCORIE NUCLEARI GESTITE DALLA 'NDRANGHETA


Il 28 gennaio a Roma, presso la casa della pace, si è assistito ad una agghiacciante denuncia da parte del giornalista di inchiesta Gianni Lannes su come la 'ndrangheta gestisce lo smaltimento dei rifiuti tossici e delle relative scorie radioattive prodotte dallo smantellamento della CENTRALE NUCLEARE CAORSO.

Senza aspettare il prossimo ritorno della produzione di questi pericolosi rifiuti, la mafia sta ancora gestendo il materiale dismesso dalle vecchie centrali chiuse da più di 20 anni.
I giornali dove sono? Le televisioni dove sono? I magistrati dove sono? I politici dove sono?

E intanto Gianni Lannes e i suoi giovani collaboratori di ItaliaterraNostra continuano a vivere sotto la minaccia della mafia.






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30/01/10





SU CARTA INTESTATA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

grazie a Stefano Alternativa per il documento

Fabrizio Cicchitto
capogruppo alla Camera del Popolo della Libertà, membro della conferenza dei capigruppo, tessera P2 n° 2232, indagato per ricettazione dalla procura di Pescara. Nella legislatura 2006-08 è risultato assente a 4.406 votazioni elettroniche su 4875, pari ad una percentuale di assenteismo del 90.4% delle volte.

Italo Bocchino
vicepresidente della delegazione parlamentare presso l'Assemblea del Consiglio d'Europa, ex militante del FUAN (la frangia universitaria estremista del fronte della gioventù missino), oggetto da parte della procura di Napoli di un'informazione di garanzia nella quale si ipotizzano i reati di partecipazione in associazione a delinquere e concorso in turbativa d'asta.





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29/01/10




PICCOLA LEZIONE DI GEOMETRIA DELLA SFERA




articolo di Tiziano De Simone

E' molto tempo che mi sforzo di dire che noi occidentali non paghiamo per quel che abbiamo, ma temo che la gente non capisca, il problema è culturale, per cui intendo colmare un po il vuoto con una piccola lezione, oggi si studia geometria, in particolare geometria della sfera.

La superficie della sfera è data dalla formula 4piR^2 (4 x pigreco x Raggio x Raggio) bene, facciamo un esempio, vogliamo calcolare la superficie di una sfera di raggio 6400Km, che sono 6400000 metri.

prendiamo la calcolatrice digitiamo....vediamo un po...eccolo, il risultato è:

5,14719x10^14

ossia ossia 514.719 con 9 zeri dietro, il risultato è in metri quadrati,sono 514.719 miliardi di metri quadrati (cinquecentoquattordicimilasettecentodiciannove miliardi di metri quadrati).
Va beh, lo ammetto stavo scherzando, la sfera in questione non è una palla qualsiasi,ma la NOSTRA(?) amata Madre Terra.


Se la popolazione umana fosse di 7000.000.000 (ora è di circa 6,8 miliardi poco più) di persone ci toccherebbero la bellezza di 73531,2 metri quadrati a testa, ossia sette ettari a testa.

Ma c'e' un problema, il 70% della superficie terrestre è coperta d'acqua, non so voi, ma io soffro di reumatismi, per cui ci mandiamo gli altri li...no? Allora rifacciamo i conti:

5,14719x10^14 * 0,30 =1,54416x10^14

che diviso per 7000000000 da 22059,4 poco meno di un terzo, come era lecito aspettarsi, sono sempre due ettari a testa, a me toccano alle Bahamas...voi vi arrangiate...nooooo? Siete incontentabili, va beh il 30% della superficie terrestre è desertica, storniamola dal totale....

1,54416x10^14x0,70=1,08091x10^14

Quindi ora ci toccano 15441,6 metri quadrati a testa,per intenderci un bel campo di calcio con tutta la pista d'atletica, supponendo che si possa vivere in cima al k2 o al polo nord...

Credete sia possibile da 1,6 ettari di terra estrarre ciò che è servito a costruire la nostra auto, il cibo che mangiamo, l'energia che consumiamo?
Se siete abbastanza svegli da capire che non è possibile, allora signori abbiamo un problema e le possibilità sono poche:

1) il conto è sbagliato, possibile, rifatelo voi.
(Certo è comunque approssimato, la terra ha molte superfici inclinate, non è una sfera perfetta, per cui la superficie è molto più grande di quella stimata, ma se anche fosse il doppio, con 3,2 ettari a testa il discorso non cambia.)

o

2)Siamo in troppi, ed in pochi stiamo rubando a molti.

Faccio notare che noi il nostro ettaro lo dovremo condividere anche con gli altri abitanti del pianeta, la terra NON è NOSTRA.

Spero che quanto scritto vi induca a qualche utile riflessione sul consumismo.

Certo, se la popolazione calasse di colpo di un 70 80%....

Buona Notte e Buona Fortuna

Tiziano De Simone.






vai al blog di Tiziano De Simone >> qui




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DOSSIER “LE VERITÀ DELL'EUROPA SUI MAGISTRATI ITALIANI”


La notizia è di quelle bomba anche se i portavoce del governo tendono a minimizzare.

La giunta esecutiva centrale dell'ANM (Associazione Nazionale Magistrati) ha stabilito che durante le cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario che si svolgeranno sabato 30 gennaio 2010, al momento dell'intervento del rappresentante del ministero i magistrati lasceranno l'aula per testimoniare il proprio disagio per le iniziative legislative in corso che rischiano di distruggere la giustizia in Italia. I magistrati si sono assunti l'impegno di presentare in quella sede il dossier “Le verità dell'Europa sui magistrati italiani” i cui dati sono stati tratti dal rapporto del 2008 della Commission européenne pour l’efficacité de la Justice (CEPEJ).

IL DOSSIER ““Le verità dell'Europa sui magistrati italiani”
lo potete trovare in versione integrale  QUI

Il Ministro Alfano si dice indifferente alla protesta ed aggiunge "So bene che il Csm è impegnato a dare pareri contro le leggi di questo governo, ma se dessero i pareri su cose più urgenti, noi gli ne saremmo grati" riferendosi alla domanda presentata due settimane fa e ancora inevasa di un parere per l'invio a Reggio Calabria di sei nuovi magistrati.



28/01/10





PROCESSO THYSSENKRUPP: SPARISCONO I VERBALI



La ThyssenKrupp è una società per azioni che opera a nel campo della siderurgia.
La notte del 6 dicembre 2007 nello stabilimento di Torino si è verificato un terribile incidente a seguito del quale sono morti sette operai e uno è rimasto ferito. Una vasca di olio bollente prese fuoco, gli operai presenti nonostante stesse per cominciare la quarta ora di straordinario del loro turno, tentarono di domare le fiamme ma il sistema antincendio era mancante o lasciato a marcire nell'incuria, anche gli estintori risultarono mezzi vuoti. Con l'innalzarsi della temperatura le vecchie tubature d'olio, usurate e senza manutenzione da tempo, cedettero causando lo sprigionarsi di olio nebulizzato che immediatamente ha preso fuoco dando origine ad un vero e proprio inferno.

L'unico sopravvissuto, Antonio Boccuzzi, ha potuto testimoniare le gravi carenze della sicurezza che l'azienda sopportava e supportava in nome dell'economia aziendale. Risparmio che è finito per costare la vita ad Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi.

Gravi dubbi che non siano state rispettate neppure le più elementari norme di sicurezza gravano sulla dirigenza aziendale, per tentare di accertare cosa è avvenuto in realtà e di chi è la responsabilità è stato istituito un processo.
Oggi dobbiamo riconoscere che una mano sconosciuta opera affinché la verità su questo triste episodio non emerga.
L'Asl locale aveva proceduto con dei controlli sulla sicurezza alcuni mesi prima del verificarsi dell'incidente e la procura ha chiesto che le vengano forniti i verbali di ispezione redatti in merito. Con amarezza si è constatato che una grossa parte di essi risulta essere sparita nel nulla, i magistrati sono convinti che i verbali siano stati fatti scomparire appositamente e hanno formalizzato l'accusa di “soppressione di atti” nei confronti dei 5 ispettori tecnici che effettuarono le rilevazioni.
Nei confronti di questi cinque tecnici e del responsabile della sicurezza nello stabilimento è stata formalizzata dai pm anche l'accusa di falso che va ad aggiungersi all'accusa preesistente di abuso d'ufficio. Per il responsabile della sicurezza, Cosimo Cafueri, si delinea la possibilità di essere accusato anche di aver obbligato con la forza alcuni operai a rendere falsa testimonianza davanti ai pm per poter alleggerire la propria posizione processuale. La Guardia di Finanza ha accertato che alcuni operai sono stati convocati "in riunioni private" poco prima di essere chiamati a deporre in aula.

Circola la notizia anche che ci sia un altra grave imputazione a pendere sulla testa dei tecnici della sicurezza, sembra che nel 2006 a causa della leggerezza con cui svolgevano il lavoro si sia potuto generare un altro incidente sul lavoro che causò il ferimento di un altro operaio. Si concretizzerebbe così anche l'accusa di lesioni colpose in concorso con l’ex direttore dello stabilimento torinese, Raffaele Salerno e il suo vice, Andrea Cortazzi.





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27/01/10





SE QUESTO E' UN UOMO



Il 27 gennaio 1945 truppe sovietiche dell'Armata Rossa arrivarono presso la città polacca di Oświęcim e aprirono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Da quel giorno il mondo non è più lo stesso, NON DEVE ESSERE PIU' LO STESSO; anche se l'orrore vissuto in quei luoghi è troppo da essere sopportato dalla coscienza e alcuni si dimenano nel tentativo di negare quello che purtroppo è certo sia stato, ci è fatto obbligo morale di NON DIMENTICARE, ci concedessimo il lusso dell'oblio non potremo più chiamarci uomini, saremo noi stessi dei bastardi al pari di chi ha usato inquinare la storia con un capitolo atroce e crudele che nulla ha di umano.








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LA SANITA' LOMBARDA VA COMMISSARIATA



Viene denunciato un non rispetto da parte del presidente della Lombardia Formigoni delle regole che ordinano la sanità, uno dei capitoli di maggior importanza in ambito sociale ed economico di qualsiasi regione. La Lombardia infatti risulta gestire questa materia in maniera difforme da quanto previsto dalle leggi nazionali e locali.

A seguito della legge del 1978 che istituì il servizio sanitario nazionale è stato fatto obbligo alle regioni di approvare un piano sanitario di durata triennale con il quale si chiariscono di volta in volta le linee guida che la politica sanitaria regionale si impegna a seguire. Il piano sanitario regionale è in pratica una legge di sviluppo che viene discussa in consiglio regionale con allegato un documento che entra nello specifico dell'azione che si vuole mettere in pratica nei vari campi d'intervento. Lo Stato ritiene fondamentale lo strumento del piano regionale e prevede che, nel caso non venisse redatto, venga nominato un commissario governativo “ad acta” che solleva dagli incarichi l'assessore alla sanità inadempiente e ne da egli stesso attuazione.

Da questo punto di vista la Lombardia è gravemente inadempiente. I piani regionali, che abbiamo detto per legge dovrebbero essere triennali, in Lombardia si sono trasformati in “una tantum”. Dal 1995 a oggi ne sono stati redatti solo due, uno nel 2002 e l'altro nel 2007. Attualmente il piano regionale è scaduto ma la giunta non si è mossa neppure per presentare una nuova bozza di proposta: al momento la regione Lombardia è senza piano socio sanitario ne approvato ma neppure in iter di discussione e questo causa una situazione di totale illegalità della politica sanitaria lombarda che può procedere solo attraverso continue delibere di giunta che non hanno però la possibilità di essere discusse collegialmente in regione.
E' utile ricordare che la sanità lombarda muove capitali per 17 milioni di euro ogni anno per amministrare la salute ma queste somme sfuggono al controllo degli organi di potere regionali in quanto non esiste un piano a cui potersi riferire.
Dal rapporto OASI della Bocconi risulta che i debiti accumulati dalla Lombardia in materia sanitaria dal 2000 al 2008 ammontano a 396 milioni di euro, a causa dell'assenza del piano della sanità non è dato sapere se nel 2009 il trend si è modificato.

Sono queste le ragioni legali che dovrebbero imporre al Governo di commissariare la sanità lombarda, i radicali della provincia meneghina si stanno facendo promotori di questa iniziativa ed hanno avanzato in merito un interrogazione parlamentare.






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26/01/10





COSENTINO, VICE DI TREMONTI, TUTTO CASA PARLAMENTO E CLAN



Altri guai giudiziari per Nicola Cosentino, coordinatore del Popolo della Libertà in Campania e sottosegretario di Stato all’economia. Berlusconi non se l’è sentita di candidarlo a governatore mentre è in gestazione un nuovo ordine di custodia cautelare

Nicola Cosentino (detto Nick ‘o ‘mericano) è nativo di Casal di Principe (CE), il Comune descritto nel celebre libro di Roberto Saviano “Gomorra” come l’epicentro della camorra casertana e patria del clan dei casalesi, qui comincia nel 1978 la sua carriera politica quando a soli 19 anni viene eletto nel consiglio comunale. Due anni dopo, nel 1980, diviene consigliere della Provincia di Caserta, seguono incarichi importanti come assessore provinciale ai servizi sociali, alla pubblica istruzione e all’agricoltura per poi essere nominato nel 2008 deputato alla camera.

                                                         Continua ...




25/01/10





A MILANO LA MAFIA NON ESISTE ... CAMBIA PUSHER!



Il prefetto di Milano, Gianvalerio Lombardi, afferma che a Milano e in Lombardia la mafia non esiste.

Le famiglie qui residenti
Arena, Argenti, Barbaro, Bruzzaniti, Bellocco, Batti, i casalesi, Callipari, Carvelli, Coco, Crisafulli, Cristello, Condello, Colacchio, Ciulla, Carollo, Cursoti, De Stefano, Di Giovine, Dragone, Errante, Esposito del clan Gionta, Emmanuello, Facchineri, Ferrazzo, Fazzari, Fontana, Flachi, Fidanzati, Grande Aracri, Galasso, Gallace, Guida, Grano, Guzzi, Iacono, Iamonte, Imerti, Ierinò, Laezza, Licciardi, Libri, Latella, Maiolo, Mandalari, Manno, Marando, Molluso, Morabito, Moscardi, Moscato, Musitano, Mancuso, Mazzaferro, Moccia, Megna, Mammoliti, Macrì, Muia, Nirta, Novella, Nicoscia, Palamara, Pangallo, Papalia, Paparo, Parrino, Porcino, Pesce, Piromalli, Rinzivillo, Sabatino, Sergi, Sgambellone, Stagno, Scopellitti, Trimboli, Trovato, Tatone, Ursini, Uguccione, Valle, Versace, Zappia, Zagaria e i gelesi

sentitamente ringraziano

I Clan del Marocco, la mafia filippina, la mafia albanese, le mafie cinesi e quelle russe tutte si uniscono alla loro stirpe nella gioia.

E' aperta la caccia grossa ha chi ha messo in circolazione la notizia opposta.


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24/01/10





QUESTA NOTTE ATTENTATO MAFIOSO AL PRESIDIO NO-TAV



Questa notte, verso le due, al presidio NO TAV di Borgone di Susa (TO), ignoti hanno appiccato un incendio distruggendo completamente il centro eretto nel 2005 al fine di coordinare le azioni di protesta. Sui muri circostanti è stata ritrovata la scritta “SI TAV-TAC” (ndr Treni Alta Velocità e Treni Alta Capacità).

E' caduto così anche l'ultimo velo che voleva nascondere gli interessi puramente mafiosi che si celano dietro i lavori di quest'opera. I metodi e i modi utilizzati lasciano ben pochi dubbi, sono analoghi a quelli a cui si assiste in luoghi differenti per la messa in opera dell'influenza 'ndranghetista su altri grandi appalti come ad esempio nei cantieri dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria.
Si intuisce facilmente che questa azione è frutto della medesima mano che utilizza lo stesso vocabolario di violenza, vigliaccheria e ignoranza tipico della mafia. I carabinieri infatti nelle loro indagini seguono la pista dell'incendio doloso di stampo mafioso.
Non vorremo ora che lo Stato, con la sua opera di prepotente pressione esercitata per imporre i lavori della TAV, possa macchiarsi del dubbio di avere interessi sovrapponibili a quelli mafiosi nel voler vessare una terra ed il suo popolo. Speriamo anche che non si presti il fianco ad atteggiamenti omertosi che vorrebbero scioccamente sottostimare la potenza della 'ndrangheta tornando ad udire parole insensate che negano la presenza della piaga della mafia anche nella Val Susa.
E' tempo di fermarsi a riflettere quanto questi lavori possano portare benessere ai cittadini del luogo o quanto servano unicamente a rimpinguare le casse di imprenditori senza scrupoli.


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23/01/10





CONDANNATI GLI AGUZZINI DELLA CASERMA RANIERO DI NAPOLI



Ieri presso la quinta sezione penale, collegio C, del Tribunale di Napoli, il presidente Clara Donzelli ha dato lettura della sentenza con cui si condannano per sequestro di persona, l’unico reato non ancora prescritto, alcuni ufficiali delle forze dell'ordine per le violenze avvenute alla Caserma Raniero a seguito del fermo di alcuni manifestanti in occasione del Global Forum del marzo 2001.

Nove anni ci sono voluti per determinare che anche nel nostro Paese non è lecito essere prelevati senza titolo da ospedali o dalle proprie case, venir trattenuti in una caserma senza che venga contestato alcun reato e senza che la magistratura ne venga informata, essere costretti a sopportare trattamenti disumani, violentati, picchiati, derisi ed insultati da chi si crede immune alla legge civile solo perché indossa una divisa.

85 persone tra donne e uomini, costituitisi parte civile nel processo, potranno quindi aver giustizia e assistere alla condanna della parte incivile del nostro Paese. Purtroppo in molti hanno potuto farla franca grazie alla prescrizione e tutto il processo potrà venir annullato se passerà la norma, retroattiva, sul processo breve. Si spera però che questa sentenza funzioni da monito per chi crede di poter essere al di sopra della legge.

Non per sensazionalismo ma solo per dare una misura delle violenze che sono state fatte all'interno della caserma Raniero vorrei elencarne alcune sapendo fin d'ora che questo elenco non è esaustivo e non può dare il senso dell'orrore che 85 giovani hanno dovuto subire.
Sono stati costretti a rimanere per ore in ginocchio, a denudarsi, subire perquisizioni umilianti, hanno sistematicamente ricevuto insulti, botte e calci in faccia, agli sventurati che avevano un piercing questo è stato strappato causando lacerazioni. Alcune volte si è passati dalla minaccia di violenza sessuale all'azione.

Non è il racconto di deportati d'altri tempi, questa è la cronaca contemporanea di quello che è successo a persone che si sono macchiate del reato di manifestare.


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22/01/10





SEGREGAZIONE RAZZIALE IN ITALIA



“Vietato l'ingresso ai cinesi che non conoscono l'italiano”
è la scritta riportata da un cartello apposto sulla vetrina di un negozio di Empoli (FI).

Oltre al fatto, che potrebbe essere definito demente tanto è banale, che se una persona cinese che non sa parlare l'italiano passasse di li non comprenderebbe assolutamente un testo scritto unicamente in italiano e perciò lo ignorerebbe, rimane il fatto che sempre più spesso si rilevano in Italia atteggiamenti ottusi e xenofobi che hanno purtroppo già visto la luce nel recente passato del nostro Paese con le leggi razziste del fascismo o con l'infamia dell'apartheid in Sud Africa o, più lontano nel tempo, negli Stati Uniti.
Ad essere sinceri sono ormai stati oltrepassati i limiti, indecenti, del razzismo finendo nel girone dantesco dell'ignominia di un tentativo di re instaurazione della segregazione razziale. Sembra utile ricordare che questo reato contro l'umanità oltre che incostituzionale è anche stato proclamato crimine internazionale da una convenzione delle Nazioni Unite.



21/01/10





CASILINO 900, PARTE LO SFOLLAMENTO DEI ROM



Il “piano nomadi” a Roma assume i contorni dell'intolleranza, il commissario straordinario per l’emergenza nomadi, prefetto Pecoraro, si è dimostrato sordo alle continue proposte delle strutture umanitarie per tentare di risolvere gli innegabili problemi derivanti da uno dei più grandi campi nomadi d'Europa, soluzioni che se messe in pratica avrebbero da tempo potuto mitigare il clima di inconciliabilità tra la comunità ROM e gli abitanti delle zone circostanti. Il prefetto, in accordo con la giunta comunale e il sindaco Alemanno, ha preferito mostrare i muscoli e imporre uno sgombero coatto.
Martedì mattina le ruspe del comune capitolino sono entrate nel campo Casilino 900 e hanno dato il via allo sfollamento dei ROM che li abitavano, circa 50 famiglie di origine bosniaca, kosovara e serba sono state trasferite presso il CARA (Centro Accoglienza per Richiedenti Asilo) di via Salon. Alcuni di loro vivevano al Caslino da 40 anni e molti bambini allontanati a forza dalle loro case sono nati in Italia.
A nulla è valsa la protesta degli abitanti, alcuni dei quali si sono dovuti rivolgere agli avvocati a seguito della minaccia di esecuzione forzata dell'ordine di allontanamento. La comunità di Sant'Egidio riferisce che il campo era attrezzato e controllato tramite le telecamere 24 ore su 24, non si spiegano l'urgenza di questa drastica decisione e si uniscono ai ROM per protestare contro una soluzione che sembra dettata dall'intolleranza e dalla voglia di allontanare “il diverso” a costo di privare loro della dimora e delle abitudini diventate da tempo quotidiane.







MASSIMO TARTAGLIA, DAL CARCERE AD UN REPARTO PSICHIATRICO



Dopo 38 giorni di reclusione nel carcere di San Vittore, ieri Massimo Tartaglia, l'aggressore di Silvio Berlusconi, è stato trasferito presso il reparto di psichiatria dell`ospedale San Carlo di Milano. La decisione è stata presa dal gip Cristina Di Cenzo poiché, secondo i medici del carcere, l'uomo era fortemente depresso e si rischiava che la depressione sfociasse in gesti autolesionistici (per indurre la depressione le inumane condizioni del sovraffollato carcere milanese fanno ormai scuola).

Il procuratore aggiunto Armando Spataro nel frattempo ha dato istruzione a due medici di visitare il premier Silvio Berlusconi per accertare definitivamente quale possa essere la prognosi di guarigione. In un primo momento i medici del pronto soccorso dell'ospedale San Raffaele che hanno visitato Berlusconi subito dopo l'aggressione avevano ritenuto il premier guaribile in 25 giorni ma dopo la visita del medico personale, Alberto Zangrillo, i giorni di prognosi erano passati ad essere 90. E' importante determinare quale sia stata l'effettiva gravità dei danni subiti poiché la legge prevede che al reo venga contestato il reato di “lesioni” se la prognosi è di meno di 40 giorni e di “lesioni gravi” se i giorni da attendere per la guarigione sono più di 40. Attualmente il reato contestato è di lesioni pluriaggravate.



20/01/10





SCIOPERO DELLA FAME, RISCHIA LA VITA SHUKRI SAID



Vengono definite dai medici “gravi e preoccupanti” le condizioni di Shukri Said, attrice, collaboratrice dall'Italia del quotidiano spagnolo El Pais e portavoce dell'associazione 'Migrare', ora ricoverata in un ospedale romano per un malessere dovuto allo sciopero della fame che dura ormai da venti giorni.
La donna protesta per chiedere che il governo, se proprio non vuole adottare una vera politica di integrazione, quantomeno rispetti la legge Bossi-Fini e conceda il rinnovo del permesso di soggiorno nei venti giorni che la norma stessa prevede come limite massimo.
Questa grave mancanza amministrativa causa un enorme danno agli immigrati che a fronte delle tre settimane previste sono solitamente costretti a sopportare un limbo di quasi un anno di attesa per una qualsiasi risposta burocratica. Un periodo durante il quale tutti i propri diritti vengono sospesi, è impresa disperata poter lavorare legalmente, non possono ricevere cure ospedaliere, si deve temere ad ogni controllo dei documenti da parte delle autorità che con una mano li pretende e con l'altra li nega.

Ora Shukri sta rischiando la vita ma ottusamente la notizia della sua protesta viene ignorata da tutti i media italiani, lei ha fatto appello al ministro dell’interno Roberto Maroni, al presidente della repubblica Giorgio Napolitano, ma l'hanno ignorata.
Non è rimasta altra scelta che rivolgersi all'Unione Europea e riporre li la fiducia dato che lo stato italiano da tempo questa fiducia l'ha tradita.



19/01/10





TAV – Treni Al Veleno



Grandi opere nel nostro paese ha spesso significato “grandi abbuffate per la criminalità” ma nel caso della TAV (Treni ad Alta Velocità) si è andati ben oltre.

L’alta velocità ha fatto capolino in Italia negli anni '80 in maniera già equivoca, la sua creazione è stata infatti decisa su base politica e non, come sarebbe più logico, a seguito di necessità viabilistiche. Da poco era stato ultimato il piano generale dei trasporti e gli ingegneri che si interessavano del settore ferroviario non l'avevano neppure prevista, i costi per adattare la rete ferroviaria esistente sono immensamente maggiori dei vantaggi che ne deriverebbero e per giunta il territorio italiano non si presta a questa soluzione, come non si prestano Inghilterra o Svezia dove la possibilità è stata valutata ma si è ritenuta non praticabile.
Men che meno la necessità era o è avvertita dai cittadini che popolano le zone che ospitano i cantieri, basta guardare a che violenza sono sottoposti gli abitanti della Val di Susa ora.
E allora perché tanto accanimento?
Forse perché a guadagnarci non è previsto sia il popolo italiano ma solo pochi imprenditori, politici, sindacalisti e anche dei mafiosi.

Fu il ministro dei trasporti di allora, il socialista Claudio Signorile, a proporre la TAV, secondo i piani d'allora tutti i lavori sarebbero costati 15 miliardi di euro, il 60% di questi derivati da capitali privati e non da risorse pubbliche.
Oggi possiamo affermare che il progetto è stato completamente disatteso, nonostante i lavori sono ben lontani dall'essere completati la spesa è lievitata a 32 miliardi di euro e di capitali privati, nonostante i maneggi burocratici, non se ne è vista neanche l'ombra.

Gli scandali legati all'attuazione delle opere non sono mai mancati, la magistratura ha già dimostrato che anche il primo appalto del progetto fu “pilotato” da affaristi e politici con pochi scrupoli, in seguito fu la volta dello scandalo lenzuola d'oro ad alimentare la cronaca, poi tangentopoli, le interrogazioni a sindacalisti reticenti, la mano della mafia dietro a ditte subappaltatrici e chissà cos'altro.
Il momentaneo stop al progetto lo assestò il commissario ESTERNO che venne nominato a seguito dei primi scandali, Mario Schimberni.
Schimberni, facendo due conti, cancella il progetto alta velocità in quanto improponibile, economicamente fallimentare e progettualmente difficilissimo.
Il nuovo ministro dei trasporti, Carlo Bernini, nell'incertezza di come affrontare un problema così grande decide che è meglio silurare chi il problema lo ha portato alla luce.
Schimberni viene sollevato dall'incarico e al suo posto subentra Lorenzo Necci, i lavori possono riprendere.

Da allora è un fiume in piena.

Parallelamente alla prosecuzione dei lavori è cresciuta la rabbia della popolazione. Rabbia nell'essere sfruttati in maniera palesemente iniqua, rabbia nel vedersi espropriare i terreni in nome di affari altrui. Si è così formato il comitato NO-TAV.

6 dicembre 2005, la memoria non permette di cancellare quella data. La televisione trasmetteva dai presidi NO-TAV i volti di cittadini insanguinati, violentati da chi aveva il dovere di proteggerli.
Polizia e carabinieri in assetto antisommossa avevano fatto un incursione notturna all'interno del presidio cittadino di Venaus (TO) per distribuire la dose di manganellate che avrebbe dovuto riportare la gente alla ragione.
Invece quell'episodio ha probabilmente segnato il vero inizio della solidarietà di un popolo nella lotta agli egoisti potenti, a coloro che per guadagnare mezz'ora di viaggio ferroviario sono disposti a bucare montagne cariche d'uranio.
Da allora i ragazzi (ragazzi tutti, dai più giovani ai pensionati hanno dimostrato di avere rispetto per il futuro guadagnandosi così l'appellativo di giovani per sempre) sempre più convintamente difendono la nostra terra da uno sfruttamento folle.

Anche questa notte c'è stato un richiamo: alle 3 è partito il tam tam della notizia che una trivella era stata portata a Susa autoporto, scortata da centinaia di poliziotti.
La gente non si è fatta attendere e chi ha potuto si è recato sul posto per continuare con la civile e pacifica presenza una battaglia che ha come unico scopo quello di far valere i diritti della gente sugli interessi degli affaristi.



18/01/10





UNA TROTA CANDIDATA ALLA REGIONE LOMBARDIA



E trota deve essere di sicuro dato che a descriverlo così è stato suo padre.
Stiamo parlando di Renzo Bossi, ultimo delfino di casa del senatùr, da lui stesso definito “intelligente come una “trota”.

Si rincorrono incessantemente le voci che vogliono Renzo Bossi come uno dei 5 candidati “blindati” della Lega Nord per le elezioni regionali in Lombardia, capolista Roberto Formigoni.

Renzo Bossi, 21 anni di sacrifici spesi per ideare il gioco web “affonda il clandestino” inaugurato con incredibile sensibilità il giorno seguente ad una strage di immigrati morti affogati in mare , e per prepararsi al meglio all'esame di maturità, per essere sicuro di fare una cosa fatta bene ci ha tentato ben tre volte, è finalmente pronto per il debutto agli alti piani della politica.

In quanto team manager della gloriosa (sich!) nazionale Padania e segretario della Padania calcio l'incarico come assessore allo sport sembra dunque naturale.

La candidatura verrà definita meglio durante l'incontro odierno tra i vertici lombardi del Pdl e da domani sapremo se nella giunta regionale della Lombardia rischia di sedere un esemplare ittico figlio di chi ha fatto carriera condannando il nepotismo.







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Analisi sulle politiche di sicurezza



Volentieri pubblico questo appello alla collaborazione.

Mi chiamo Pasquale e come dottorando in criminologia presso l'Università "Suor Orsola Benincasa" di Napoli sto svolgendo una ricerca sulla percezione della sicurezza urbana da inserire nella mia tesi di dottorato che ha ad oggetto l'analisi del community policing attuato nei paesi anglofoni (USA e UK su tutti) e la polizia di prossimità (modello di derivazione francese ma implementato anche in Italia). è davanti agli occhi di tutti quanto sia diventato rilevante il tema della sicurezza. le agende degli amministratori non trascurano tale tema e la classe politica, a qualunque politica faccia riferimento, fonda le campagne elettorali sul bisogno di sicurezza e le politiche sicuritarie che verranno attuate. il bisogno di sicurezza è strettamente correlato ad un altro fenomeno tipico del nostro contesto sociale: la sensazione di sicurezza. Mentre nei paesi anglosassoni rientrano tra le politiche di sicurezza soltanto quelle azioni dirette a combattere, riducendoli od eliminandoli, i fenomeni criminogenetici, nell'Europa continentale si fanno rientrare tra le politiche di sicurezza anche quei programmi di rassicurazione dei cittadini che mirano non a ridurre le cause della criminalità ma la paura della criminalità.
ma tali programmi sono in realtà capaci di aumentare la sensazione di sicurezza dei cittadini?
quanto i cittadini si sentono insicuri?
quali sono le cause della loro insicurezza?
i politici hanno effettivamente implementato programmi di sicurezza nelle diverse regioni della nostra penisola? hanno essi avuto successo?
ma soprattutto cosa farebbe sentire più sicuri i cittadini?
queste sono alcune delle domande che sono presenti nel questionario per la ricerca sulla percezione della sicurezza in città.

ti chiedo semplicemente di partecipare alla ricerca compilando un questionario online anonimo e veloce e di diffondere il link a tutti i tuoi amici, colleghi e contatti al fine di avere un maggior numero di risposte possibili. solo così sarà possibile avere una fotografia quanto più reale possibile della situazione che si vive in Italia. solo in tal modo si potrà valutare l'efficacia ed il giudizio dei cittadini sulle politiche di sicurezza finora attuate e prospettare eventualmente qualche alternativa alle stesse.
I risultati saranno presentati nella mia tesi di ricerca e pubblicati sul sito sul quale è presente il questionario.


Pasquale


il sito a cui collegarsi è:  www.fearofcrime.org

 
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17/01/10





LA DIFESA DI DELL'UTRI SI AVVALE DEL LAVORO DI MARCO TRAVAGLIO



Ovviamente non si può imputare solo al giornalista Marco Travaglio l'esclusiva responsabilità per aver potuto fare in modo che gli avvocati della difesa di Marcello Dell'Utri chiedessero di ammettere "l'improcedibilità' e il conseguente annullamento dell'attuale processo che dovrebbe poi ripartire da zero, certo è che una grande mano, bisogna ammettere, che glie l'ha data.

Tutto nasce dalla pubblicazione di un video che si dubita possa essere stato tagliuzzato e rimontato dal giornalista e dai suoi collaboratori tanto da stravolgerne i contenuti, video al quale ora si appellano gli avvocati della difesa del politico pidiellino.
Il video in questione è la ripresa di un intervista al giudice Paolo Borsellino rilasciata il 21 maggio 1992 a due giornalisti francesi in cui sembra che Borsellino affermi che già all'epoca esisteva un procedimento a carico di Dell'Utri e il titolare fosse il giudice istruttore di Palermo. Nel 1992 l'unico giudice istruttore in carica a Palermo era Leonardo Guarnotta.

Guarnotta, oggi presidente del tribunale di Termini Imerese, fu il giudice che l'11 dicembre 2004 condanno' Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa a seguito di un indagine ufficialmente partita nel 1994, ben due anni dopo di quella a cui sembra far riferimento il video. Se queste circostanze trovassero conferma si delineerebbe l'improcedibilità dell'attuale dibattimento.
Che fine a fatto la misteriosa inchiesta del 1992? Perchè Guarnotta non si è astenuto, come la legge prevede, a presiedere il collegio giudicante del primo processo?
Su base giuridica sarebbe giustificata la richiesta di annullamento avanzata dalla difesa Dell'Utri.

MA

Ma l'intervista rilasciata da Borsellino e pubblicata in un Dvd allegato al Fatto Quotidiano sembra proprio sia frutto di una “manipolazione giornalistica”. Nella versione integrale e non “rimontata”, che dura ben 50 minuti, la visione d'insieme che ne emerge è differente da quella risultante dalla versione dei fatti fornita da Travaglio, Borsellino infatti afferma più volte di non sapere quasi nulla nello specifico.

Alla domanda del giornalista “ tornando a Mangano, le connessioni tra Mangano e dell’Utri ?” (domanda tagliata nella versione de “Il Fatto”), Borsellino risponde chiaramente “Si tratta di atti processuali dei quali non mi sono personalmente occupato, quindi sui quali non potrei rivelare nulla
E ancora alla domanda (tagliata) “C'è una cosa che vorrei sapere. Secondo lei come si sono conosciuti Mangano e Dell'Utri?”, Borsellino risponde “Non mi dovete fare queste domande su Dell'Utri perché siccome non mi sono interessato io personalmente, so appena… dal punto di vista, diciamo, della mia professione, ne so pochissimo, conseguentemente quello che so io è quello che può risultare dai giornali, non è comunque una conoscenza professionale e sul punto non ho altri ricordi “.
Quando il giudice risponde circa l'inchiesta in corso a Palermo in realtà si riferisce a fatti che coinvolgono il solo Mangano
GIORNALISTA - Ma c'è un'inchiesta ancora aperta?
BORSELLINO - So che c'è un'inchiesta ancora aperta. Su Mangano credo proprio di si, o comunque ci sono delle indagini istruttorie che riguardano rapporti di polizia concernenti anche Mangano.

La realtà dei fatti emergerà certamente dagli approfondimenti del giudice, certo che per la voglia di scoop di un giornalista si è lasciata aperta la porta alla possibilità di caricare ulteriormente questo difficile processo di dubbi e illazioni.
E' verosimile pensare che Guarnotta verrà anche chiamato a chiarire in aula la vicenda.




16/01/10





E' NATO IL DECRETO “AD AZIENDAM” Sotto attacco l'articolo 21 della Costituzione



Con la presentazione del “decreto tv” torna d'attualità il tema del conflitto d'interessi e della minaccia alla libertà d'espressione. Il provvedimento in esame sembra infatti volto ad affossare la libera concorrenza tra network televisivi privilegiando in maniera spudorata le reti mediaset oltre che ostacolare pesantemente la libera circolazione delle informazioni via web.

L'elemento però più letale per un qualsiasi sistema democratico si cela nel metodo di intimazione della decisione che diventa così imposizione totalitarista. La norma viene infatti sottratta ad un qualsiasi dibattito parlamentare concedendo ai nostri organi istituzionali solo la possibilità di esprimere un parere in merito, un parere che si sottolinea non è per nulla vincolante.

Il decreto rappresenta un duro colpo alla libertà democratica e si nasconde dietro le false spoglie di un recepimento di una direttiva comunitaria. Le indicazioni europee riguardano le regolamentazioni della pubblicità ma viene specificato che i provvedimenti da adottare non possono essere applicati al web, cosa che nella normativa italiana è stata puntualmente disattesa.
Facendo invece riferimento ad una legge delega farsa di appena 11 righe create ad hoc, il governo ha redatto un articolato decreto che trasforma radicalmente il panorama della regolamentazione televisiva e via internet.

Nel decreto:
- vengono cancellate con un colpo di spugna le norme introdotte nel 1998 e del 2007 a sostegno del cinema italiano, ma questo è forse il male minore.
- si riscrivono i limiti per gli affollamenti pubblicitari. Per i canali satellitari, patria dei concorrenti mediaset, il limite massimo tollerato passa dal 18% al 12% della programmazione. Per i canali “in chiaro”, dominio incontrastato di casa mediaset, la pubblicità potrà occupare il 18% delle trasmissioni. Questo 18% poi, non potendo essere applicato alle repliche televisive, può passare ad essere un 22% reale, sforando così addirittura la direttiva europea al quale il decreto dice di ispirarsi. Altra conseguenza di questa norma è la cancellazione di alcune indagini della magistratura che stava inquisendo mediaset per lo sforamento del tetto pubblicitario.
- il pericolo per il diritto del cittadino di diffondere informazioni via web è contenuto nell'art.4, comma 1, lettera A. Qui si afferma che nella definizione generale di servizi media-audiovisivi debbano rientrare anche le trasmissioni via internet e così chiunque vuole trasmettere immagini in streaming si troverà costretto a chiedere l'autorizzazione governativa e dell'AGICOM, al pari di un emittente televisiva.




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15/01/10





ARCHIVIO AUDIO: LA CONFESSIONE DI CRAXI



Per continuare a coltivare il vizio della memoria vi viene proposto uno stralcio audio del processo Cusani, tenutosi presso il tribunale di Milano nel 1993: in questa occasione il pubblico ministero Di Pietro interroga Bettino Craxi che ammette gli illeciti.

Il materiale audio è rilasciato con licenza Creative Commons Attribution 2.5 Italy fonte

Le condanne di Craxi
1996 - 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai
1998 – rinvio a giudizio per i fondi neri Montedison
1998 – rinvio a giudizio per i fondi neri Eni
1999 - 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese
1999 - 4 anni e una multa di 20 miliardi di Lire in primo grado per il caso All Iberian
1999 - 5 anni e 5 mesi in primo grado per tangenti Enel
1999 - 5 anni e 9 mesi in appello per il Conto Protezione
1999 - 3 anni in appello bis per il caso Enimont

Varie sentenze non sono passate in giudicato solo per il decesso di Bettino Craxi.


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14/01/10





UNA MAIL PER DIRE NO AL RAZZISMO



Sono giorni, settimane, mesi, che la cultura razzista sta dilagando nel nostro paese, come se i diritti avessero una cittadinanza e non fossero patrimonio imprescindibile di ogni essere umano.
I fatti di Rosarno non sono che la dimostrazione che la misura è colma, per poterersi continuare a chiamare “popolo civile” gli italiani sono ORA chiamati a decidere da che parte schierarsi. Don Lorenzo Milani diceva:
"Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri."

Allo scopo di mostrare il proprio dissenso verso una politica sempre più discriminatoria che troppo spesso parteggia per i più forti opprimendo oltre misura i deboli, è partita dal gruppo web “non sono bianco, non sono nero, voglio essere a colori”  l’iniziativa di inviare una mail di protesta alla Presidenza della Repubblica.

Se anche voi condividete la necessità di non essere complici del degrado morale verso il quale ci stà portando questa politica discriminatoria, copia/incollate il testo che segue ed inviatelo tramite questo link al Presidente Giorgio Napolitano.



Alla Presidenza della Repubblica.


Il nostro Paese oggi non è quello immaginato, né dagli Italiani del Risorgimento, né dai Partigiani della Resistenza, specialmente quando esso si macchia di gravissime colpe come quella di essere diventato terra di discriminazioni razziali.
La Storia italica ha nelle sue stesse radici, più che in ogni altro angolo del mondo, una componente : la risultante millenaria dell’incontro tra grandi civiltà diverse, che hanno fatto sì che nel nostro stesso patrimonio genetico di abitanti di questa penisola siano inevitabilmente presenti elementi di multietnicità. Persino i nostri stessi caratteri somatici testimoniano questa verità: si provi ad entrare in una qualsiasi aula scolastica frequentata anche da soli cittadini italiani in qualunque regione italiana e si noterà che, a differenza che in paesi anglosassoni, scandinavi, slavi, lì troviamo volti i più diversi : mori, biondi, rossi, castani ; occhi neri, occhi azzurri, pelle scura, pelle olivastra, pelle chiara: sono proprio loro, i nostri figli !
I Padri Costituenti la Repubblica vollero solennemente sancire principi fondamentali che l’art. 3C ci ricorda: . Ma oggi appare così lontana l’osservanza di tali principi che, per quelli, che come noi, ne hanno fatto la loro base etica di vita, l’indignazione ha raggiunto un livello di non più sopportazione. Nel ricordare che l’Italia ha aderito alle piu'importanti convenzioni internazionali in tema di diritti umani, I cittadini, che si sono raccolti intorno al gruppo titolato : , presente tra le pagine del social network “Facebook”, si rivolgono ad Ella, Signor Presidente della Repubblica, affinchè ci sia un Suo intervento chiaro, nelle vesti di Garate della Carta Costituzionale, inteso a far valere quei principi, a richiamare il governo di questo Paese all’osservanza di quei principi, a sanzionare senza esitazione quelle formazioni partitiche che si sono distinte per atteggiamenti e propositi xenofobi e razzisti.
Noi Le inviamo questa nostra richiesta fiduciosi.
Ci auguriamo quanto prima che vengano presi provvedimenti chiari, intesi a porre un freno a quest’ondata di razzismo nel nostro Paese.
Il nostro gruppo, che non è il solo, ha però anche una precisa posizione che è quella, nel caso di insensibilità a questa nostra richiesta, di procedere a manifestazioni e proteste senza fermarci, intenzionati a condurre un’azione di civile lotta contro ogni forma di discriminazione razziale e ingiustizia sociale nei confronti dei deboli di qualsiasi etnia.

La ringraziamo per l’attenzione.
IL GRUPPO CONTRO IL RAZZISMO: “NON SONO BIANCO, NON SONO NERO VOGLIO ESSERE A COLORI”                              indirizzo mail :   fratellicolorati@gmail.com


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12/01/10





LA MAFIA, IL RAZZISMO E IL PAESE DI ROSARNO



Abbiamo oggi appreso dalla stessa voce del ministro dell'interno Roberto Maroni che i fatti di Rosarno si sono generati a seguito del ferimento di un cittadino extracomunitario, questo ha indotto i cittadini stranieri a organizzarsi in una manifestazione pacifica (si, si, il ministro ha proprio detto pacifica) sono seguiti, sempre secondo la relazione del ministro, episodi di intolleranza e di vandalismo da parte dei cittadini di Rosarno. Comunica inoltre che sono circa settecentocinquanta le persone trasferite nei centri di prima accoglienza di Crotone e di Bari.

Si viene a sapere che i cittadini immigrati presenti nella comunità erano per lo più regolari. Non altrettanto regolare la posizione di alcuni rosarnesi per cui questa mattina si è proceduto all'arresto e al sequestro di beni di persone indagate per reati di associazione mafiosa.
Sono in corso approfondimenti investigativi per individuare le aziende agricole della zona che hanno impiegato irregolarmente manodopera comunitaria in lavori stagionali e sono al vaglio dell'autorità giudiziaria ipotesi di coinvolgimento nei disordini della criminalità organizzata.




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I BIGOTTI E LA PEDOFILIA, COMPLICI



Lei, una bimba di 11 anni, denuncia lui per essere stata abusata sessualmente in almeno 3 occasioni.
Lui nega e si dice sdegnato.
L'opinione pubblica addita lei come una mitomane, vittima di un ambiente degradato che la porta a mentire e a cercare un capro espiatorio per la miseria in cui vive. In molti sono pronti ad affermare di averle sentito dire delle bugie e dunque ritengono lecito sospettare che si tratti di una bugiarda patologica.
Lui è una persona stimata e molto in vista. Anche alcuni esponenti politici, che in realtà non hanno mai incontrato ne lui ne lei, hanno dato il loro giudizio in merito e dichiarano di non ritenere credibile la storia raccontata dalla bambina. Lui ha fama di essere una brava persona, ha una casa, numerosi collaboratori, non può aver fatto quello di cui ora viene accusato, è una persona al di sopra di ogni sospetto.
Per la pubblica opinione è del tutto marginale il fatto che gli assistenti sociali, i medici, i giudici che hanno potuto relazionarsi con la piccola siano tutti unanimi nel ritenere che sussistono gravi indizi sull'uomo tanto da legittimarne l'arresto, tutto ciò che lei ha denunciato fino ad ora ha trovato sempre preciso riscontro.

Purtroppo questo non è un racconto di fantasia, è la cronaca di quello che sta accadendo in questi giorni ad Alassio, provincia di Savona.

Lui è don Luciano Massaferro, responsabile dell'ufficio diocesano scolastico di Savona e Imperia.
Il politico citato non è una figura marginale, si tratta del presidente dell'Udc onorevole Buttiglione che ha anche fatto un interrogazione parlamentare per protestare contro l'arresto del prelato. Sostiene che non ci siano state valide ragioni.

Eppure la psicologa che ha visitato la bimba, i medici dell'ospedale Gaslini di Genova e i pm che hanno anche ordinato una perizia sui quattro computer del parroco, ritengono che i sospetti siano fondatati, ne è una prova il fatto che il tribunale del riesame ha già respinto la richiesta di scarcerazione presentata dall'avvocato della difesa.

Ma la Curia non ha dubbi e non desiste, è la bimba la visionaria, e lo fa stampare a chiare lettere sul giornale l'Avvenire.
L'avvocato di Massaferro si è affrettato a pretendere un confronto all'americana fra il prete e la bambina, forse perché così il prete potrà sgridare la piccola e lei finalmente imparerà a non denunciare mai più e per nessuna ragione un prelato.




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11/01/10





SIAMO TUTTI DEI DIVERSI



Strana questa Italia che si scopre sempre più diffidente verso il diverso, arrogandosi il diritto di stabilire cosa è “normale” come se la normalità fosse un concetto statico e non dipendente da un processo non scevro dalla possibilità di sviluppo e progresso.

In Italia accade che se si rimane vittima di una violenza dotata di forti connotazioni omofobiche questa non incide nel determinarne la gravità del reato, per il giudice non costituisce aggravante.

Neppure le forze dell'ordine tengono un registro in cui annotare le aggressioni a sfondo omofobico, situazione per la quale è impossibile avere un reale quadro della situazione. L'arcigay ha provato a fotografare la situazione reperendo i dati dall'unica fonte possibile, i media, ben sapendo che i casi reali sono molto più di quelli denunciati e che le occasioni in cui i media hanno dato spazio a queste notizie sono ancora meno.

Riepilogo casi registrati da gennaio 2008 al dicembre 2009
Omicidi: 21
Violenze ed aggressioni: 125
Estorsioni: 15
Atti di bullismo: 9
Atti vandalici: 18

Anno 2008
Omicidi: 9
(4 in Lombardia, 2 nel Lazio, 2 in Campania e 1 in Sardegna)
Violenze ed aggressioni: 45
(13 in Lazio, 7 in Lombardia, 6 in Emilia-Romagna, 4 in Veneto, 3 in Campania, 3 in Liguria, 3 nelle Marche, 2 in Piemonte, 2 in Toscana, 1 in Sicilia, 1 in Calabria)
Estorsioni: 7
(2 in Liguria, 2 nelle Marche, 1 in Sardegna 1 in Toscana, 1 in Puglia)
Atti di Bullismo: 5
(2 in Lombardia, 1 in Piemonte, 1 in Toscana, 1 in Sicilia)
Atti vandalici: 9
(4 in Friuli Venezia Giulia, 2 in Lazio, 1 in Emilia-Romagna, 1 in Sardegna, 1 in Veneto)

Anno 2009
(3 in Lazio, 2 in Campania, 2 in Lombardia, 1 in Veneto, 1 in Liguria, 1 in Sardegna, 1 in Puglia, 1 in Calabria)
Omicidi: 12
Violenze ed aggressioni: 80
(16 in Lazio, 12 in Lombardia, 12 in Campania, 9 in Emilia-Romagna, 6 in Toscana, 5 in Veneto, 4 in Sardegna, 4 in Piemonte, 3 in Friuli Venezia Giulia, 2 in Trentino, 2 in Puglia, 2 in Sicilia, 1 in Umbria, 1 in Abruzzo, 1 in Liguria)
Estorsioni: 8
(2 in Veneto, 2 in Emilia Romagna, 1 in Piemonte, 1 in Toscana, 1 in Lombardi, 1 in Sicilia)
Atti di Bullismo: 4
(2 in Veneto, 1 in Puglia, 1 in Lombardia)
Atti vandalici: 9
(5 in Lazio, 1 in Friuli Venezia Giulia, 1 in Lombardia, 1 in Toscana, 1 in Piemonte)


fonte http://www.arcigay.it/



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10/01/10





I TRUCCHI DELLA FINANZIARIA 2010



Il testo della Finanziaria 2010, nella versione modificata alla camera il 16 dicembre, è molto diverso dal disegno di legge approvato il 13 novembre dal senato, non si tratta più di una finanziaria asciutta e funzionale come quella annunciata a metà anno dal Governo ma di una manovra molto più articolata.

Le nuove risorse reperite ammontano ad oltre 9 miliardi e mezzo di euro, rintracciati tra:
. fondi derivati dallo scudo fiscale
. Tfr dei lavoratori dipendenti del settore privato
. accordi intercorsi con la regione autonoma Trentino- Alto Adige
. la rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili
. vendita di immobili di proprietà dello Stato
. fondo sociale per l'occupazione
. fondo per le aree sottoutilizzate
. fondo per il sostegno dell'economia reale
. fondo frodi per invalidità civile
. taglio ai comuni
. riduzione degli accrediti alle Agenzie

… che dire, un bel rastrellamento di fondi destinati ad altro.
Ma andiamo ad analizzare come alcuni di questi sacrifici verranno ottimizzati.

Una grossa fetta di finanziamento andrà al fondo sanitario nazionale, ovvio dopo il buco creato da politiche di spesa folli attuate come nel caso dell'acquisto di una ingente quantità di inutili e potenzialmente pericolosi vaccini contro l'influenza maiala, ops, suina. Questa scellerata scelta è già costata la testa dell'ex ministro del lavoro, salute, politiche sociali Maurizio Sacconi, guarda caso marito di una dirigente farmindustria, e la conseguente reistituzione di un ministero separato per la salute con alla guida Ferruccio Fazio.
Al ministero della guerra (n.d.r. ministero della difesa) vanno centinaia di milioni di euro in bonus, oltre il finanziamento già in essere. A proposito, ma non si era pensato di farlo diventare una s.p.a. per non gravare più sulle nostre tasche? In arrivo il il copyright per i marchi delle forze armate.
Alle scuole private vanno 130 milioni, alle scuole pubbliche l'estrema unzione.
Viene sospeso il pagamento dei tributi alle popolazioni terremotate dell'Aquila ma solo fino al giugno 2010, dopo di che le tasse riprenderanno e i tributi non versati andranno restituiti ratealmente (una bella cambialona di Stato insomma).
Viene data la possibilità ai mafiosi di riacquistare i beni a loro sequestrati con una pubblica asta in cui potranno rimettere in essere i loro metodi “persuasivi” per essere gli assegnatari.
Un po di soldini sono ovviamente riservati ai nostri poveri politici, l'unica categoria che negli ultimi anni ha visto crescere costantemente il suo reddito, con buona pace della meritocrazia.


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08/01/10





TRATTATIVA STATO-MAFIA, c'è già stata, è sicuro, in pochi vogliono ricordare




La cronaca degli ultimi periodi insistentemente riferisce della possibilità che uno scellerato accordo intervenuto tra Stato e cosa nostra abbia potuto interferire nella stagione stragista del 1992/1993. Purtroppo se questa ipotesi fosse dimostrata non si tratterebbe della prima volta che si documenta il tradimento che uomini dello Stato hanno compiuto scendendo a patto con chi le istituzioni si prepone di distruggerle. Il pentito Francesco Di Carlo infatti rivelò come, mentre era detenuto nel carcere inglese di Full Sutton nei primi anni ‘90, ricevette una visita di uomini dell’intelligence che volevano da lui un consiglio per poter individuare un killer per Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ma ancor prima avvenne nel 1981 a Napoli durante le concitate fasi del rapimento dell’onorevole Ciro Cirillo. Chissà perché nessuno lo ricorda. Ecco la cronaca di cosa accadde allora.
                                                                                               ... continua 


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07/01/10





Rubrica socio-economica: APPUNTI DI VIAGGIO – la terra di mezzo



Episodi analoghi a quello vissuto in Malesia l'ho sperimentato anche da parte di cinesi e indiani, e allora chi sono quelle persone di cui abbiamo tanta paura in Italia?
Possibile che in Asia la gente sia così gentile, dotata di grande curiosità, voglia di apprendimento e di relazionarsi e da noi invece queste persone stiano sempre chiuse all'interno delle loro comunità pronte ad aggredire il cittadino italiano? Forse quest'ultima situazione non è propria dell'etnia ma è indotta dalla legislazione italiana che favorisce il mercato di schiavi ridotti alla fame e non sostiene gli individui.
E' di schiavi che hanno bisogno i nostri imprenditori straccioni, di schiavi e di gente che infonda paura e terrore, esclusivamente per mantenere la loro posizione sociale.

La middle class cinese e’ molto presente nelle strutture ricettive dei paesi confinanti. Le loro sono attività ben gestite, anche di qualità, avviate in un paese straniero dove sono perfettamente integrati, sanno fare il loro mestiere e sono in possesso di una cultura media generalmente superiore al livello dei corrispettivi europei e americani.

Non mi meraviglia affatto che gli asiatici siano leader anche nel turismo e che l'Italia abbia perso il primato scendendo addirittura al 5° posto. Certo che quando si ha come ministro la Brambilla e il paese e’ pervaso dalla paura del prossimo, ulteriori retrocessioni saranno inevitabili.

La nostra autodistruzione ed il loro rampantismo sono due facce della stessa medaglia, fortemente connesse alla cultura dei popoli e a quel termine onnicomprensivo statunitense che ci parla di EDUCATIONAL.
Rimanendo in quest’ambito due semplici domande:
-         a chi viene insegnato il sapere?
-         è importante il numero delle persone che grazie alla cultura costituiranno l’ossatura mondiale degli anni a venire?
Sono due domande, ovviamente retoriche, la cui risposta si può riassumere in due parole: ETA’ e NUMERO.
In occidente questi concetti sono stati soppiantati da circa un ventennio a causa della denatalità e della robotizzazione. Siamo stati indotti a pensare che il ragazzo, l’uomo e la donna in formazione ed in crescita non servissero più, le macchine potevano lavorare per noi.
Innovazione e crescita culturale, pero’, sono imprescindibilmente legati alla giovane eta’ mentre da noi impera la gerontocrazia in tutti i settori della società.
Chi nell’ultimo decennio prima della più grossa crisi dal 1929 ad oggi avrebbe mai pensato che eta’ e numero sarebbero tornati ad essere temi fondamentali per il mondo?
Paesi come l’india sfornano 700.000 ingegneri informatici l’anno e hanno distretti tecnologici avanzatissimi, le università asiatiche sono ai primi posti nelle classifiche mondiali. Gli studenti si muovono e viaggiano, Air ASIA, la locale low cost, e’ molto più grande e popolare di Rynair. E' possibile incontrate studenti iraniani, che non hanno bisogno del visto in molti paesi asiatici, con cui discutere in maniera approfondita di politica internazionale.


Credendo abbastanza nella ciclicità della storia, bisogna ricordare che ai tempi del medio evo l'Asia era considerate una potenza mondiale e definita letteralmente “la terra di mezzo” perche’ li era la centralità del mondo.
Una statistica molto interessante, nel lunghissimo periodo, ci indica come nella parte asiatica del mondo la frequenza del fenomeno guerra (intesa come scontri civili e militari fra varie popolazioni) sia di 30 volte inferiore a quella occidentale.
Allora aggiungiamo una terza parola fondamentale a quelle già precedentemente espresse ovvero PACE.

Eta’, numero e pace le chiavi per tornare ad essere la terra di mezzo.


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06/01/10





LE VERITA' DI GIANFRANCO MASCIA SUL NBD



Qualche giorno fa ho letto che Micromega stava per pubblicare l'ennesima lisciata a Mascia, l'autoproclamatosi organizzatore del No Berlusconi Day. Un po nauseata ho preso carta e penna e ho scritto alla redazione.

Molta gente comune, che si è impegnata a fondo per la realizzazione del No B day e poi si è vista scippare l'occasione di dimostrare il dissenso da parte di politicanti della peggior specie che strumentalizzano nella maniera più becera l'insofferenza della gente, riconoscono nei media uno dei migliori (o peggiori se si vuol vedere dalla parte della gente) alleati nella mistificazione della realtà. Il comitato NBD è sempre più avvertito come avverso al popolo di internet e il continuo decantare le sue lodi irrita sempre più chi credeva veramente in una nuova forza proveniente dal basso.
Si va diffondendo la convinzione che il comitato NBD sia strumento dei partiti politici, in modo particolare di IDV. Sono molte le stranezze che si registrano, innanzitutto l'improvvisa esclusione di Tony Troja e di San Precario nel momento in cui diventano scomodi, il primo faceva troppe domande sui misteriosi finanziatori della manifestazione, il secondo perché diventato personaggio ingombrante che rischia di offuscare la gloria di alcuni.
La sera del 13 dicembre si verifica un altra defezione nel fantomatico comitato, questa volta volontaria. Franca Corradini lascia adducendo motivi di poca trasparenza. “Sono stanca di tacere” dice “non sopporto che si facciano cose nuove con metodi da politicanti vecchi. Non è la prima volta che prendo le distanze, ma fino ad ora ho taciuto perché la manifestazione riuscisse.”
Sempre più prende corpo l'ipotesi secondo la quale il movimento spontaneo e apartitico che ha animato l'iniziativa al principio sia stato sostituito a forza da un altra presenza più istituzionale e professionale che tenta di strumentalizzare e cavalcare l'onda di malcontento della gente.
Spunta insistentemente la figura di Gianfranco Mascia, assente fino a poco prima della manifestazione ma dai media (e da se stesso) dipinto come il fondatore ed organizzatore, in realtà uomo non nuovo, per non dire avvezzo, alla politica e presumibilmente il promotore dell'avvicinamento ad IDV. E' grazie a uomini come Mascia che oggi il popolo viola assomiglia più alla caricatura di un operazione di marketing.
In questa faccenda sempre più si denuncia la mancanza di una gestione democratica dell'evento ma la partecipazione all'evento è stata talmente imponente che sarebbe un peccato che tutto venisse disperso lasciandolo nelle mani di un comitato organizzatore che puzza troppo di vecchia politica... e voi ne siete complici

susanna ambivero


Mi risponde lo stesso Mascia con una mail che non posso riportare fedelmente per obblighi verso la privacy ma il cui contenuto si può così riassumere:

Cara Susanna,
ricevo da Micromega questa tua nota e voglio risponderti - mettendo in conoscenza anche Micromega e Paolo Flores d'Arcais.

mi chiede come faccio a dare tali giudizi se non lo conosco personalmente e allora parte con un curriculum da far impallidire chiunque. Nel 1986 ha fondato i Verdi in Italia, le Università Verdi, nel 1993 da origine ai comitati BOBI (BOicotta il Biscione), mi parla della sua esperienza di consigliere di circoscrizione per i Verdi, dei girotondini, della collaborazione con IDV con i quali si candidò nel Nord Est, per finire ora a creare un azienda di comunicazione politica e web a Roma.
Dice di non aver mai nascosto l'aiuto da parte di partiti politici per l'organizzazione del NBD e ammette di essersi avvicinato al movimento solo a ridosso della manifestazione, la prima riunione a cui ha partecipato la fa risalire al 7 novembre.
Riconosce il ruolo despota di San Precario ma era “interessante per la comunicazione web” e perciò è stato lasciato a recitare la sua parte di macchietta.
Mi stupisce rivelando che la data del 5 dicembre è stata decisa unilateralmente da Di Pietro e Ferrero salvo poi presentarla come una data proposta dal “popolo della Rete”.
Sempre IDV si impegna a sostenere le spese del palco mentre i Comunisti Italiani e Rifondazione pagano circa 200 pullman da tutta Italia. C'è sempre Mascia dietro alla neonata associazione cinque12 che si occupa del supporto logistico.
Dice di non essere l'artefice dell'esclusione di Tony Troja che, a quanto sostiene, si è autoescluso solo perché voleva aprire la manifestazione parlando di quello che voleva senza concordarlo con gli altri.
Si profonde poi in un sacco di noi abbiamo fatto, noi abbiamo deciso, noi ,noi ,io, io, io. 

Firmato Gianfranco Mascia
ovviamente se la mia sintesi non pare corretta a Mascia può autorizzarmi alla pubblicazione del testo originale da lui vergato e io ne darò immediata pubblicazione

Qui la mia replica:

Io e te ci siamo conosciuti personalmente dietro il palco del no B day, incontro che è succeduto ad un superficiale rapporto epistolare “via web”. Sintomatico che tu non sappia nemmeno chi sono, sono uno dei fondatori di un gruppo facebook (Berlusconi non è il mio presidente, 247. 949 aderenti) che le leggende metropolitane vogliono faccia parte di quella “rete” che ha dato forma all'idea iniziale del NO B DAY. Sono anche membro fondatore del “gruppo coordinamento iniziative facebook” che già a giugno ha lanciato una petizione per le dimissioni di Berlusconi e che conta più di 23.000 firme certificate (http://www.firmiamo.it/berlusconisidimetta).
In questo gruppo poi ho collaborato con altri splendidi “signor nessuno” che senza andare a caccia di gloria hanno aperto il sito berlusconisidimetta.org che si è prodigato per raccogliere proposte e candidature in maniera democratica per il NBD, peccato che con la venuta dei “professionisti” a loro e al loro bagaglio di proposte condivise dalla rete sia stata sbattuta la porta in faccia.
Il tuo discorso non fa una grinza: non sei nuovo della politica, ti sei avvicinato al movimento un mese prima della manifestazione e sei un professionista della comunicazione.
Io al confronto non sono nessuno, sono una semplice cittadina non inserita in nessun tipo di corporazione disgustata dal modo in cui il popolo viene trattato da una sedicente classe dirigente. In altre parole sono un esponente di quelle persone che il “popolo viola” si è arrogato la presunzione di voler rappresentare.
Ma io, come altri, c'ero e veramente volevo fare la mia parte per manifestare pubblicamente lo sdegno verso la politica dittatoriale di Silvio Berlusconi. Io c'ero ma come tutti gli altri semplici sono stata esclusa da voi professionisti del dissenso.
Mi hai fatto un elenco di quanto “voi avete deciso”, “voi avete fatto”, tutto vero, tutto ineccepibile. Bastava solo che poi lo riconosceste senza nascondervi dietro la falsa maschera di un iniziativa nata dal basso.
Alla luce di questo è lecito pensare che la rete, rappresentante della cittadinanza civile, è stata usata come specchietto per le allodole solo al fine di ottenere massima visibilità. Convocata a gran voce dicendogli che questa era la “sua” manifestazione... bastava indossare la sciarpetta viola e mettersi ordinatamente in fila, possibilmente senza fare troppe domande.


susanna ambivero

...ad altri l'arduo impegno di giudicare.

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04/01/10





IGNAZIO CUTRO' un imprenditore troppo solo



Chi è Ignazio Cutrò? Primo dilemma da risolvere, nome quasi sconosciuto ai più e ignorato dai media che contano. Eppure la storia di Ignazio Cutrò dovrebbe essere divulgata qual esempio di comportamento civile e socialmente meritorio. Cutrò è un imprenditore del bivonese, nella provincia di Agrigento, che ha avuto la disgrazia di incrociare le sue sorti con la mafia e a deciso di non piegarsi.

Il crepuscolo della vita “normale” di Ignazio Cutrò e della sua famiglia si può datare con precisione: 10 ottobre 1999. Quel giorno alcuni criminali hanno dato fuoco a macchinari edili della sua ditta, è stato il segnale mandato dalla mafia per richiamare l’imprenditore ad assolvere il debito nei confronti di cosa nostra e pagare il racket. Cutrò decide che il prezzo non era equo e non voleva svendere la sua dignità: denuncia l’accaduto. Seguono anni di silenzio in cui tutto sembra procedere normalmente, si prospetta finalmente la possibilità di iscriversi al S.O.A. (ndr: “Società Organismo di Attestazione”) ed ottenere quindi la qualificazione per poter partecipare alle gare d’appalto pubbliche, i soldi per concretizzare questo sogno vengono risparmiati con fatica.
Ma la mafia non dimentica e Ignazio lo sa.
                                                                                                          ...continua

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03/01/10





Rubrica socio-economica: APPUNTI DI VIAGGIO – MALESIA



Antonio, per gli amici Ancer, comincia oggi a spedire i suoi appunti presi durante il lungo viaggio che sta facendo alla scoperta dei paesi asiatici. Una piccola serie di riflessioni su come funziona il mondo alla scoperta di nuovi luoghi e modi di pensare.


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In Asia anche nelle guesthouse da 5 euro a notte c'è' il wi fi free e gli internet point proliferano al costo di 30 cent l'ora. E' un modo semplice ed economico per continuare ad avere informazioni e per rimanere “connessi” anche nei luoghi più remoti delle foreste tropicali.
Ma a cosa serve questo?
E' utile innanzitutto per passare il tempo durante i frequenti temporali e serve poi per incrementare lo spirito critico nei confronti della politica europea, un pensiero che da anni alberga nella mia mente, in maniera decisamente masochistica serve anche ad evidenziare il declino e la regressione culturale del nostro paese. Forse gli asiatici ed in particolar modo i cinesi, che in questo sono diabolici, ci rendono cosi' facile e disponibile il contatto con i nostri paesi di origine al fine di farne risaltare le differenze con la terra in cui ci si trova in maniera immediata, ovviamente a loro vantaggio.
Quasi quotidianamente seguo la stampa italiana e le news europee e, con frequenza ancora maggiore, parlo con i mondi che dominano la scena. Ma quali sono i mondi dominanti? Una volta appurata la nostra auto esclusione a seguito di un processo che appare irreversibile i mondi da mettere a confronto sono Usa e Asia. E allora vediamo “How Is Working Word” HIWW mi sembra un bel acronimo venuto fuori da una discussione con un insegnante americano.
Chiacchierando con la gente del posto vengo a sapere che meno della meta' degli americani e' consapevole che il popolo cinese paga gran parte dei loro debiti (fatto acclarato da diversi anni). Loro lo sanno e giustamente la ritengono una posizione di forza nella loro sfida alla leadership mondiale. E' più facile che un cinese, o comunque un asiatico, di classe media conosca i nomi di Timothy Geitner o Larry Summers (i 2 principali esponenti della politica economica finanziaria obamiana, purtroppo terribilmente legati al vecchio lobbismo statunitense) che un cittadino americano dello stesso livello sociale.
Un altro punto interessante da affrontare è analizzare come è la classe media asiatica/cinese e quali comportamenti ha. In Italia viene continuamente evocata, e praticata, la paura dello straniero e del diverso. In questo fu fenomenale anticipatore l'attore Antonio Albanese con il suo personaggio teatrale del “ministro della paura”. In Asia vieni accolto in tutt'altra maniera, in misura uguale dalla grande città al minuscolo villaggio. Kuala Lumpur è la metropoli capitale della Malaysia, crocevia di culture, etnie, religioni diverse: cinesi, indiani, malesi convivono in una buona integrazione. Mi trovo in questa città alla fermata periferica di una linea ferroviaria, mi devo dirigere verso la città: guardo con attenzione la mappa con i punti di interscambio, ho tutto il bagaglio con me, se non avessi pesi mi piacerebbe anche perdermi alla scoperta ma sono “carico” e devo arrivare. Sudo, 30°, 90% di umidità. Una voce femminile che mi chiede “can I help you”? (posso aiutarti?). Mi appare la classica donna in carriera, pantaloni e giacca scuri, camicia bianca molto formale nonostante il clima. Abbiamo il tempo di scambiare quattro chiacchiere nonostante viaggiamo in direzioni opposte. Mi aiuta a trovare il treno giusto e addirittura aggiunge le monetine che mi mancano per i biglietti automatici!

Sarebbe mai successo in Italia in un giorno feriale orario lavorativo?


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02/01/10





QUESTA MANIA DI SOSTITUIRSI ALLA MAGISTRATURA NEL CASO GRAVIANO



(Quanto mi piace essere fuori dal coro)

Ieri si è scatenato un gran putiferio in seguito alla pubblicazione della notizia che a Giuseppe Graviano, tremendo ex boss di cosa nostra recluso in regime detentivo di 41 bis, è stato deciso di togliere la pena accessoria dell'isolamento diurno, badate bene non il regime di 41 bis, solo la pena accessoria di isolamento diurno.
Graviano non ha mai fatto segreto di aver fatto domanda in questo senso e per alcuni il fatto che sia stato applicato l'art.72 del codice penale, che prevede la durata massima di isolamento diurno a 3 anni, è sembrato un regalo. Alcuni si sono addirittura spinti ad affermare che questa era la prova della continuazione dello scellerato patto tra mafia e Stato.

Eppure nell'art.72 si afferma “al colpevole di più delitti, ciascuno dei quali importa la pena dell'ergastolo, si applica la detta pena con l'isolamento diurno da sei mesi a tre anni” da nessuna parte si trova scritto “tranne che a Giuseppe Graviano”. Ovviamente viene lasciata discrezionalità ai giudici, quando ritengano esserci gravi motivi che fanno credere ad una continuazione dell'attività mafiosa, di prorogare di 12 mesi in 12 mesi la misura. Ma questo non è il caso configurato nella vicenda di Giuseppe Graviano, detenuto dal 1994.

Cosa sta producendo invece questo volersi sostituire in maniera soggettiva alle decisioni della magistratura è abbastanza chiaro e allarmante.
Si sta delegittimando l'operato di giudici che tra mille difficoltà e senza risparmio di sgambetti da parte del mondo della politica, cerca di far luce sui rapporti intercorsi tra Dell'Utri, e di riflesso anche di Silvio Berlusconi, e il mondo della mafia.
Questa gran campagna di screditamento dell'operato di QUEI magistrati porta solo beneficio a chi non vuole che quel processo arrivi ad una serena conclusione.

Con tanti ringraziamenti da parte della mafia.


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