27/01/10





LA SANITA' LOMBARDA VA COMMISSARIATA



Viene denunciato un non rispetto da parte del presidente della Lombardia Formigoni delle regole che ordinano la sanità, uno dei capitoli di maggior importanza in ambito sociale ed economico di qualsiasi regione. La Lombardia infatti risulta gestire questa materia in maniera difforme da quanto previsto dalle leggi nazionali e locali.

A seguito della legge del 1978 che istituì il servizio sanitario nazionale è stato fatto obbligo alle regioni di approvare un piano sanitario di durata triennale con il quale si chiariscono di volta in volta le linee guida che la politica sanitaria regionale si impegna a seguire. Il piano sanitario regionale è in pratica una legge di sviluppo che viene discussa in consiglio regionale con allegato un documento che entra nello specifico dell'azione che si vuole mettere in pratica nei vari campi d'intervento. Lo Stato ritiene fondamentale lo strumento del piano regionale e prevede che, nel caso non venisse redatto, venga nominato un commissario governativo “ad acta” che solleva dagli incarichi l'assessore alla sanità inadempiente e ne da egli stesso attuazione.

Da questo punto di vista la Lombardia è gravemente inadempiente. I piani regionali, che abbiamo detto per legge dovrebbero essere triennali, in Lombardia si sono trasformati in “una tantum”. Dal 1995 a oggi ne sono stati redatti solo due, uno nel 2002 e l'altro nel 2007. Attualmente il piano regionale è scaduto ma la giunta non si è mossa neppure per presentare una nuova bozza di proposta: al momento la regione Lombardia è senza piano socio sanitario ne approvato ma neppure in iter di discussione e questo causa una situazione di totale illegalità della politica sanitaria lombarda che può procedere solo attraverso continue delibere di giunta che non hanno però la possibilità di essere discusse collegialmente in regione.
E' utile ricordare che la sanità lombarda muove capitali per 17 milioni di euro ogni anno per amministrare la salute ma queste somme sfuggono al controllo degli organi di potere regionali in quanto non esiste un piano a cui potersi riferire.
Dal rapporto OASI della Bocconi risulta che i debiti accumulati dalla Lombardia in materia sanitaria dal 2000 al 2008 ammontano a 396 milioni di euro, a causa dell'assenza del piano della sanità non è dato sapere se nel 2009 il trend si è modificato.

Sono queste le ragioni legali che dovrebbero imporre al Governo di commissariare la sanità lombarda, i radicali della provincia meneghina si stanno facendo promotori di questa iniziativa ed hanno avanzato in merito un interrogazione parlamentare.






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