17/01/10





LA DIFESA DI DELL'UTRI SI AVVALE DEL LAVORO DI MARCO TRAVAGLIO



Ovviamente non si può imputare solo al giornalista Marco Travaglio l'esclusiva responsabilità per aver potuto fare in modo che gli avvocati della difesa di Marcello Dell'Utri chiedessero di ammettere "l'improcedibilità' e il conseguente annullamento dell'attuale processo che dovrebbe poi ripartire da zero, certo è che una grande mano, bisogna ammettere, che glie l'ha data.

Tutto nasce dalla pubblicazione di un video che si dubita possa essere stato tagliuzzato e rimontato dal giornalista e dai suoi collaboratori tanto da stravolgerne i contenuti, video al quale ora si appellano gli avvocati della difesa del politico pidiellino.
Il video in questione è la ripresa di un intervista al giudice Paolo Borsellino rilasciata il 21 maggio 1992 a due giornalisti francesi in cui sembra che Borsellino affermi che già all'epoca esisteva un procedimento a carico di Dell'Utri e il titolare fosse il giudice istruttore di Palermo. Nel 1992 l'unico giudice istruttore in carica a Palermo era Leonardo Guarnotta.

Guarnotta, oggi presidente del tribunale di Termini Imerese, fu il giudice che l'11 dicembre 2004 condanno' Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa a seguito di un indagine ufficialmente partita nel 1994, ben due anni dopo di quella a cui sembra far riferimento il video. Se queste circostanze trovassero conferma si delineerebbe l'improcedibilità dell'attuale dibattimento.
Che fine a fatto la misteriosa inchiesta del 1992? Perchè Guarnotta non si è astenuto, come la legge prevede, a presiedere il collegio giudicante del primo processo?
Su base giuridica sarebbe giustificata la richiesta di annullamento avanzata dalla difesa Dell'Utri.

MA

Ma l'intervista rilasciata da Borsellino e pubblicata in un Dvd allegato al Fatto Quotidiano sembra proprio sia frutto di una “manipolazione giornalistica”. Nella versione integrale e non “rimontata”, che dura ben 50 minuti, la visione d'insieme che ne emerge è differente da quella risultante dalla versione dei fatti fornita da Travaglio, Borsellino infatti afferma più volte di non sapere quasi nulla nello specifico.

Alla domanda del giornalista “ tornando a Mangano, le connessioni tra Mangano e dell’Utri ?” (domanda tagliata nella versione de “Il Fatto”), Borsellino risponde chiaramente “Si tratta di atti processuali dei quali non mi sono personalmente occupato, quindi sui quali non potrei rivelare nulla
E ancora alla domanda (tagliata) “C'è una cosa che vorrei sapere. Secondo lei come si sono conosciuti Mangano e Dell'Utri?”, Borsellino risponde “Non mi dovete fare queste domande su Dell'Utri perché siccome non mi sono interessato io personalmente, so appena… dal punto di vista, diciamo, della mia professione, ne so pochissimo, conseguentemente quello che so io è quello che può risultare dai giornali, non è comunque una conoscenza professionale e sul punto non ho altri ricordi “.
Quando il giudice risponde circa l'inchiesta in corso a Palermo in realtà si riferisce a fatti che coinvolgono il solo Mangano
GIORNALISTA - Ma c'è un'inchiesta ancora aperta?
BORSELLINO - So che c'è un'inchiesta ancora aperta. Su Mangano credo proprio di si, o comunque ci sono delle indagini istruttorie che riguardano rapporti di polizia concernenti anche Mangano.

La realtà dei fatti emergerà certamente dagli approfondimenti del giudice, certo che per la voglia di scoop di un giornalista si è lasciata aperta la porta alla possibilità di caricare ulteriormente questo difficile processo di dubbi e illazioni.
E' verosimile pensare che Guarnotta verrà anche chiamato a chiarire in aula la vicenda.




2 commenti:

  1. Ciao Susanna, ovviamente le affermazioni dette hanno il loro valore, ma mi sembra molto evidente (nel video) che Borsellino sappia molto di più di quello che lascia intendere sapere e che:
    "preferisce non parlarne, come lui stesso dice,
    poiché non è a conoscenza di quale notizie sia sensibili o no"
    La cosa viene confermata alla fine dell'intervista, dalle sue affermazioni, quando decide di dare i foglio ai giornalisti.

    Lorenzo (Facebook)

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  2. sono d'accordo, un magistrato del calibro di Paolo Borsellino chissà quante cose sapeva e sospettava. Sicuramente sufficienti per mandare all'aria il sistema di allora, tanto è vero che ha pagato con la vita l'aver cercato la verità. Proprio in virtù di questo, per l'enorme stima verso quel magistrato, non è giusto stravolgere il significato delle parole che ha ritenuto giusto dire.

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