21/01/10





CASILINO 900, PARTE LO SFOLLAMENTO DEI ROM



Il “piano nomadi” a Roma assume i contorni dell'intolleranza, il commissario straordinario per l’emergenza nomadi, prefetto Pecoraro, si è dimostrato sordo alle continue proposte delle strutture umanitarie per tentare di risolvere gli innegabili problemi derivanti da uno dei più grandi campi nomadi d'Europa, soluzioni che se messe in pratica avrebbero da tempo potuto mitigare il clima di inconciliabilità tra la comunità ROM e gli abitanti delle zone circostanti. Il prefetto, in accordo con la giunta comunale e il sindaco Alemanno, ha preferito mostrare i muscoli e imporre uno sgombero coatto.
Martedì mattina le ruspe del comune capitolino sono entrate nel campo Casilino 900 e hanno dato il via allo sfollamento dei ROM che li abitavano, circa 50 famiglie di origine bosniaca, kosovara e serba sono state trasferite presso il CARA (Centro Accoglienza per Richiedenti Asilo) di via Salon. Alcuni di loro vivevano al Caslino da 40 anni e molti bambini allontanati a forza dalle loro case sono nati in Italia.
A nulla è valsa la protesta degli abitanti, alcuni dei quali si sono dovuti rivolgere agli avvocati a seguito della minaccia di esecuzione forzata dell'ordine di allontanamento. La comunità di Sant'Egidio riferisce che il campo era attrezzato e controllato tramite le telecamere 24 ore su 24, non si spiegano l'urgenza di questa drastica decisione e si uniscono ai ROM per protestare contro una soluzione che sembra dettata dall'intolleranza e dalla voglia di allontanare “il diverso” a costo di privare loro della dimora e delle abitudini diventate da tempo quotidiane.



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