13/09/09





Expo 2015 - il business della mafia

Ai lombardi non piace sentirselo ripetere, ma che la già consolidata ‘ndrangheta abbia messo da tempo le mani sull’Expo 2015 è ormai un dato di fatto. Anche dal rapporto della Dda risulta “che la criminalità organizzata perfeziona le proprie tecniche di investimento immobiliare”.
E lo Stato? Lo Stato sembra un po confuso sul da farsi. Gli interventi per contrastare la criminalità organizzata sono scoordinati, ostacolati da leggi e decreti che rendono il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine sempre più complicato. Questo stato di cose così disordinato facilita ‘ndrangheta, mafia e camorra a infiltrarsi profondamente nel business Expo.

Nel rapporto di Vincenzo Macrì della Direzione Nazionale Antimafia viene sottolineato come gli interessi illeciti che ruotano attorno all’Expo 2015 di Milano siano economicamente maggiori a quelli che si ipotizzano per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina.

A Milano però ci si prepara a pagare anche un prezzo più alto: la sicurezza della città.
Fino ad oggi Milano ha rappresentato la capitale finanziaria della malavita, un tipo di attività che esige silenzio, che non vuole destare particolare attenzione.
La situazione cambierà radicalmente nel momento in cui la malavita avrà terminato di infiltrarsi anche in ambiti più concreti, rivelando così anche la sua parte più feroce. E’ facilmente ipotizzabile che Milano vedrà un periodo di particolare violenza considerando l’esigenza che ci sarà di riposizionare le cosche sul territorio così da adattarsi ai nuovi impegni imprenditoriali.

Per capire l’ entità del cambiamento che sta avvenendo è utile sapere cosa dichiara un altro rapporto della Direzione Nazionale Antimafia: la Lombardia è seconda solo alla Calabria come presenza di ‘ndrine e questo non è un fenomeno recente, è fin dagli anni Settanta e Ottanta che la ‘ndrangheta è penetrata nel tessuto economico e sociale della capitale meneghina.

La Direzione Distrettuale Antimafia milanese ha lavorato in questo senso nel corso di tutti gli anni novanta ed è per questo che sorprendono le reazioni di incredulità dimostrate dalle autorità lombarde poste di fronte a questa evidenza.
Sembra paradossale ma il problema maggiore è rappresentato dalla sottovalutazione della verità.
E’ già stato oltrepassato il punto in cui si può demandare completamente l’azione alla sola magistratura, questa risulta monca se gli viene a mancare il sostegno della pubblica amministrazione e dei cittadini.
E’ particolarità della mafia quella di conquistare velocemente tutto lo spazio che viene lasciato vuoto dalla nostra tolleranza.


|||questo è l'ottantaduesimo posting pubblicato in questo blog|||


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