Visualizzazione post con etichetta storia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta storia. Mostra tutti i post

08/10/10

All'università a lezione di negazionismo




Claudio Moffa è un docente dell'Università di Teramo. Un professore con idee antistoriche e pretestuose che durante le sue lezioni insegna che la Shoah è tutta una bufala. Il partito di Forza Nuova, ovviamente, difende a spada tratta il professore.
La lezione incriminata si è tenuta il 25 settembre in un'aula della facoltà di scienze politiche e non era assolutamente la prima volta che accadeva, già nel 2007 il prof Moffa aveva invitato a partecipare alle sue lezioni Robert Faurisson, un saggista francese che da sempre sostiene con veemenza il negazionismo più assoluto per i fatti che riguardano lo sterminio ebreo durante l'epoca nazista. Per fortuna nell'occasione il collegio accademico aveva impedito lo svolgersi della lezione.

Ma è possibile che venga garantito a chiunque il diritto di abiurare la storia per il solo fatto di avere il titolo di "prof" ?







.

27/01/10





SE QUESTO E' UN UOMO



Il 27 gennaio 1945 truppe sovietiche dell'Armata Rossa arrivarono presso la città polacca di Oświęcim e aprirono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Da quel giorno il mondo non è più lo stesso, NON DEVE ESSERE PIU' LO STESSO; anche se l'orrore vissuto in quei luoghi è troppo da essere sopportato dalla coscienza e alcuni si dimenano nel tentativo di negare quello che purtroppo è certo sia stato, ci è fatto obbligo morale di NON DIMENTICARE, ci concedessimo il lusso dell'oblio non potremo più chiamarci uomini, saremo noi stessi dei bastardi al pari di chi ha usato inquinare la storia con un capitolo atroce e crudele che nulla ha di umano.








.

24/12/09





LA RUSSA SI LASCIA ANDARE A NOSTALGIE NAZI_FASCISTE



Ieri il ministro della difesa Ignazio La Russa, trovandosi a Livorno presso la caserma Vannucci della Folgore, si è rivolto agli uomini del Comsubin, i militari incursori della marina militare italiana, definendoli gli “eredi” della X° MAS e soffermandosi ad elogiarne il ricordo.
In pochi hanno intuito la gravità delle affermazioni, forse perché il nostro popolo non ha assolutamente memoria storica e non sa cosa è stata la decima flottiglia.

La Xª Flottiglia MAS era un corpo militare indipendente che contava circa 20.000 uomini, alleato con la Germania nazista, ufficialmente faceva parte parte della fanteria di marina della repubblica di Salò, fu attivo dal 1943 al 1945. Venne fondato da Junio Valerio Borghese, l'uomo che nel dopoguerra, dopo aver scontato una pena per crimini di guerra, costituì numerosi gruppi clandestini armati assieme a Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale (gruppi terroristici stragisti di matrice nera). La Xª MAS fu alleata del Terzo Reich e operò sotto il controllo operativo tedesco nella guerra contro l'esercito anglo-americano e le formazioni partigiane. Gli uomini appartenenti alla Decima si macchiarono di crimini di guerra e contro l'umanità, non si fecero mai scrupolo di torturare altri italiani dispiegando una forza ed una violenza impressionante, spesso operavano in collaborazione con le SS. Tristemente famoso è anche l'antisemitismo del gruppo.

La colpa del ministro La Russa si fa ancora più grande se si pensa che il fondatore e leader indiscusso della X° MAS, Junio Valerio Borghese, fu l'ideatore del così detto “golpe Borghese” del 1970 in cui, con un manipolo di ex marò della Decima, si impadronì dell'armeria del Viminale per poi misteriosamente arrendersi dopo l'intervento di un ignoto politico (si vocifera fosse Almirante o Andreotti).

Cosa voleva intendere La Russa con quell'elogio?
Qualsiasi sia la risposta data, l'evento è ignominioso per chiunque ma diventa oltremodo inaccettabile da un esponente delle istituzioni e di certo non onora l'esercito italiano.

Se La Russa non si vergogna delle parole dette mi vergogno io di avere un tal ministro a rappresentarmi.



12/12/09





40 ANNI FA LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA



12 dicembre 1969, Milano, alle 16:37 un boato segna l'inizio della stagione delle stragi e della strategia della tensione, da quel giorno di 40 anni fa l'Italia non è più la stessa.

Una bomba esplode nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura di piazza Fontana, in pieno centro, provocando la morte di diciassette persone ed il ferimento di altre ottantotto.
Quel giorno, nelle previsioni degli assassini, dovevano scorrere fiumi di sangue. Erano infatti due le bombe piazzate a Milano e tre a Roma e solo per decisione del fato i morti si contarono solo in piazza Fontana.
Un altra bomba fu ritrovata inesplosa in piazza della Scala, sempre a Milano, presso la sede della Banca Commerciale Italiana mentre tre bombe esplosero a Roma: 16.55 nel sottopassaggio tra via Veneto e via San Basilio presso la Banca Nazionale del Lavoro, 17:20 davanti all'Altare della Patria e 17:30 all'ingresso del museo del Risorgimento, in piazza Venezia, diciassette in totale i feriti.

Le indagini vennero orientate subito inspiegabilmente solo verso gruppi estremisti di sinistra, in particolare nei confronti degli anarchici del circolo anarchico 22 marzo. Furono arrestati 6 suoi membri: Pietro Valpreda, Mario Michele Merlino, Emilio Borghese, Emilio Bagnoli, Roberto Gargamelli, Enrico Di Cola, subirono tutti un lungo periodo di detenzione prima di venire assolti.
La notte successiva alla strage la polizia fermò altri 84 sospetti, tra cui l'anarchico Giuseppe Pinelli. Il 15 dicembre, dopo tre giorni fitti di interrogatori presso la questura di Milano, Pinelli precipitò dal quarto piano e due ore dopo morì. Le circostanze precise della sua morte non sono mai state chiarite lasciando ampi dubbi che si possa esser trattato di un omicidio “di stato” messo in pratica per usare il suicidio come prova della sua colpevolezza.

Alla strage di piazza Fontana sono seguiti sette processi per identificarne il mandante, sono stati messi sul banco degli imputati prima estremisti di sinistra e poi di destra. Di sicuro ci furono solo le condanne verso esponenti dei servizi segreti per i depistaggi messi in atto. Nei fogli riportanti l'interrogatorio che le Brigate Rosse fecero ad Aldo Moro durante la prigionia si trova scritto che Moro indicò come probabili responsabili della strage rami deviati del SID (il servizio segreto) in combutta con estremisti neri.

Le vittime della bomba


Giovanni Arnoldi
Giulio China
Eugenio Corsini
Pietro Dendena
Carlo Gaiani
Calogero Galatioto
Carlo Garavaglia
Paolo Gerli
Vittorio Mocchi
Luigi Meloni
Mario Pasi
Carlo Perego
Oreste Sangalli
Angelo Scaglia
Carlo Silvia
Attilio Valè
Gerolamo Papetti 

.

29/11/09





FREE TIBET





Il Tibet, il tetto del mondo, venne invaso dalla Repubblica Popolare Cinese nel 1949 e la quasi totalità del territorio tibetano è ora sotto la sua sovranità.
Nel 1959 l'International Court of Justice ha dichiarato "Vi è la prova che, con l'uccisione di tibetani e l'allontanamento forzato di bambini tibetani, i cinesi hanno commesso un genocidio. Questi atti sono stati intenzionalmente diretti verso la distruzione della religione tibetana e del popolo tibetano."
E' in atto un genocidio culturale ignorato dal resto del mondo anche a causa della feroce censura cinese.
Ancora oggi il diritto del popolo tibetano alla libertà di parola è sistematicamente violato. Migliaia di tibetani sono tuttora imprigionati, torturati e condannati senza processo. Le condizioni carcerarie sono disumane. Le donne tibetane sono costrette a subire involontariamente la sterilizzazione e l'aborto. I tibetani sono perseguitati per il loro credo religioso. Monaci e Monache sono costretti a sottostare a sessioni di rieducazione patriottica, a denunciare il Dalai Lama e a dichiarare obbedienza al governo cinese.

.