10/07/09






E' terminato il G8, un primo bilancio


Generalmente eventi come il G8 hanno, per il paese ospitante, anche una funzione di passerella mediatica per la propria economia. Peccato che l’Italia abbia ben pochi argomenti di cui vantarsi e al contrario esistono giganteschi problemi strutturali che l’imbellettato premier non sta affrontando.
L’Italia ha un debito pubblico tra i più alti in Europa, si trova già oltre il 106% del PIL superando abbondantemente le regole imposte dalla UE. Si parla già di un ulteriore prossima diminuzione del PIL di oltre il 4% che farebbe diventare ancora più evidente il trend inverso tra PIL e debito pubblico italiano.
Il nostro fiore all'occhiello, l'esportazione del settore manifatturiero, non è più competitivo; il paese sta vivendo una profonda recessione anche a seguito del crollo degli scambi commerciali a livello mondiale. La produzione industriale ha subito un calo nel primo trimestre dell’anno che ci ha fatto trovare nella stessa condizione verificatasi venti anni fa.
Quando all’inizio dell’anno l’FMI ha condotto la sua consueta valutazione dell’economia italiana, ha reso noto senza mezzi termini che “lo scenario nel breve periodo per l'Italia appare tetro”. Il tasso di disoccupazione è al 7,4% e la produttività è scesa di circa il 2% annuo dal 2000. Il paese cioè, per quanto riguarda la produzione di beni e servizi, continua a peggiorare costantemente di anno in anno .

Come se tutto questo non bastasse, la scelta del presidente del consiglio Silvio Berlusconi di spostare il vertice da La Maddalena all'Aquila non è stata una strategia apprezzata dalla maggioranza dei cittadini che hanno vissuto la recente catastrofe geologica del 6 aprile.
Alcuni abitanti esprimono rabbia per il lento ritmo della ricostruzione e ci si chiede se lo svolgersi del summit internazionale nelle zone colpite dal sisma non comporti uno spreco di soldi, tempo e manodopera che avrebbero potuto essere meglio investiti per la ricostruzione delle case distrutte.
In una rotonda sulla strada che porta alla sede del vertice, molti lavoratori sono stati impegnati a costruire un mosaico di mattoni colorati raffigurante un’aquila, emblema della città, e l’antico motto latino “Immota Manet” (“Rimane immobile”). Ci si domanda se le decorazioni per accogliere i leader mondiali siano le necessità più urgenti in una regione con migliaia di senzatetto costretti a vivere nelle tende e i cui problemi quotidiani sono le code per mangiare, andare in bagno, la mancanza di carta igienica, le tende che si innondano quando piove.
Bertolaso ribadisce che il vertice non interferisce con i soccorsi e con la ricostruzione e che gli allestimenti realizzati per l’incontro, come i miglioramenti all’aeroporto locale, aiuteranno in futuro a rilanciare il turismo nell’area. Per ora la popolazione de L’Aquila si limita a notare come siano state celermente costruite strade e altre infrastrutture per il G8 mentre le proprie case rimangono in rovina.

E' opinione personale … ma gli abruzzesi si meritavano di meglio.

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