12/07/09






La mafia ruba nelle tasche dei siciliani … ancora

In Sicilia si aveva avuto il coraggio di puntare sui propri cittadini, sulla terra sicula e sull'energia eolica. Una scelta valida e coraggiosa che stava cominciando a dare ottimi frutti offrendo un panorama di sviluppo e arricchimento davvero promettente.
Ma la mafia, purtroppo, si sa che non vuole il benessere del popolo siciliano. Come un egoista patrigno il suo unico scopo è rappresentato dal suo personale arricchimento costantemente accompagnato dalla minaccia e dall'oppressione sulla gente. Se non può raggiungere questi suoi bassi scopi allora preferisce distruggere tutto, e così è stato.
I mafiosi non possono sopportare l'idea che il popolo si risollevi contando solo sulle proprie forze, sui suoi cervelli e sopratutto non vuole assolutamente che i cittadini ritrovino la dignità di vivere grazie alle proprie personali, numerose, virtù.

Guai! Rappresenterebbe l'immediata sua fine.

O lei riesce ad assicurarsi i benefici di ogni transazione economica o meglio la distruzione di qualsiasi progetto. Questo è quello che sta succedendo sotto gli occhi e l'indifferenza di molti.

POPOLO SICILIANO GUARDA QUALE È IL VERO VOLTO DELLA MAFIA, GUARDALA E DISPREZZALA.


Il caso: la Siteco, azienda metalmeccanica di Priolo Gargallo (Siracusa), ha commesse per milioni di euro ma è obbligata a chiudere e licenziare tutti i suoi lavoratori. Perché? Perché “cosa nostra” non è riuscita nel suo intento di metastatizzare e infettare con i suoi tentacoli anche questo business.
Tutto ha inizio i primi mesi dello scorso anno quando la Regione Sicilia approva il piano energetico ambientale che prevede di potenziare la produzione delle così dette energie alternative prevedendo un investimento quinquennale di 5 miliardi di euro.
Il progetto prevede di potenziare la geotermia, il fotovoltaico, l'eolico, gli edifici a basso consumo energetico attraverso sessanta linee di intervento finanziate anche da fondi comunitari.
Il progetto è ambizioso ma aveva tutte le carte in regola per risultare anche vincente. Se ne era accorta anche la lontana America. Jeremy Rifkin, consigliere per l'Energia del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, in una sua relazione evidenziava come (cito) «se possiamo dar vita a una Sicilia sostenibile, possiamo creare un mondo sostenibile».
La Siteco Spa è un azienda leader nella costruzione di torri eoliche. E' nata nel 2003, ha centinaia di dipendenti ed un fatturato stabile da 27 milioni di euro, ma la capacità di produzione elettrica non è totalmente sfruttata, il suo potenziale si aggira intorno ai 140 milioni di euro.
Tra i suoi clienti annovera grandi ditte danesi come la Vestas, tedesche come la Nordex e spagnole come la Gamesa.
La Siteco è stata in grado di diversificare la sua attività produttiva e ha formato preziose maestranze specializzate.
Eppure sta chiudendo.
Aveva commesse per quasi 17 milioni di euro che sono state annullate o sospese.
La tedesca Nordex ha annullato la commessa di 6 milioni 700 mila euro i cui contratti erano già stati firmati. Prevedeva la realizzazione di oltre 100 torri eoliche.
Il Gruppo Moncada ha sospeso la realizzazione di 43 torri per un valore di 2 milioni 400 mila euro. La spagnola Gamesa ha sospeso e ridotto la realizzazione di 130 torri per un valore di 8 milioni 200 mila euro.

GRAZIE A CHI? GRAZIE ALLA MAFIA!


La mafia ha tentato di appropriarsi di questo business e la magistratura li ha intercettati. Questo è quanto emerge dall'inchiesta denominata “EOLO”. I boss volevano controllare gli affari sull'energia alternativa mediante un controllo diretto e tramite l'affidamento dei lavori necessari per la realizzazione degli impianti eolici come scavi, movimento terra, fornitura di cemento e di inerti. Affari per centinaia di milioni di euro.
Le ritorsioni per la perdita rappresentata dal non poter sfruttare questo business non si sono fatte attendere. Le amministrazioni locali, incomprensibilmente, ora fanno molta fatica a rilasciare le autorizzazioni necessarie al proseguo del lavoro. La delibera di giunta ha creato un blocco e un ritardo che dice essere provocato da un sovraccarico dei progetti. Per ottenere l'indispensabile via libera dell'iter burocratico ogni volta sembra mancare qualche cosa. Qualche firma dimenticata, bolli e controbolli che non coincidono e sciocchezze del genere. Sciocchezze che hanno portato alla morte di questo progetto. La responsabilità di questo stato di cose si può ascrivere in larga parte soprattutto all'assessorato territorio e ambiente della regione Sicilia, l'ente che più di tutti davrebbe dovuto favorire lo sviluppo di questo promettente mercato.

I lavoratori della Siteco, che non comprendono come sia possibile perdere il lavoro quando l'azienda per la quale si lavora riceve commesse da tutto il mondo, devono sapere chi è la causa di questa ulteriore ferita: ringraziate la mafia.
Uno studio condotto da Uil e Anev (associazione nazionale energia del vento) sul potenziale eolico della Regione Siciliana dimostra che il mercato dell'eolico nel 2020 avrebbe potuto registrare una produzione elettrica pari a 1900 Mw con oltre 7300 lavoratori occupati, i signori della mafia hanno distrutto questo sogno.

Adesso ci sono nuovi progetti che prevedono la realizzazione di una mega centrale di energia eolica ... in Albania.

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