15/07/09

La camorra è fatta anche da professionisti, imprenditori, politici …

arcoiris.com
Parlare di camorra e pensare ad un unica organizzazione criminale è profondamente sbagliato. La camorra è principalmente un modo di pensare, è la cultura dell’omertà e il culto della prepotenza. La frontiera tra appartenere ad un clan camorristico e vivere secondo i principi della camorra è molto sottile, questo ha comportato, a lungo andare, un rapporto di contiguità tra la camorra in senso stretto ed una malavita comune particolarmente attiva. Il pensiero “camorrista” è una realtà quotidiana non solo negli ambienti sociali più sfavorevoli ma anche nel mondo dei professionisti, degli imprenditori e dei politici. E’ questa commistione tra l’illecito ed il normale che viene definita come “ò sistema” e che avviluppa buona parte della città.

La camorra oggi conta su migliaia di uomini ripartiti in oltre 236 famiglie. L’ organizzazione complessiva della camorra è molto confusa, non esiste una precisa gerarchia tra le famiglie e queste dispongono patti tra loro e li rescindono con grande facilità. Solo in due occasioni è successo che ci fossero dei vertici stabili a dirigere l’impianto camorristico: - negli anni ‘80 durante la lotta tra Nuova Camorra Organizzata (NCO) e Nuova Famiglia, faida che costò la vita a più di 500 persone negli anni compresi tra il 1979 e il 1984 - e durante la riorganizzazione della mafia napoletana in NMC.

Entrambe le volte era stato preso a modello la struttura di Cosa Nostra ed entrambe le volte i tentativi sono falliti per la riluttanza dei boss delle singole famiglie a ricevere ordini da organi posti “al di sopra” di loro. Questo il motivo che ancora oggi impedisce alla camorra napoletana di organizzarsi organicamente in maniera stabile.

La camorra vive di prepotenze e sopraffazioni: sono questi i metodi che utilizza per mantenere il suo potere. Sono stati 113 gli omicidi avvenuti in Campania nel corso del 2008, di questi 69 rimangono ufficialmente ancora senza assassino.

Il trend che si sta seguendo nel 2009 non è per nulla incoraggiante. In questo anno in Campania si registrano già 43 omicidi, 30 dei quali irrisolti. Trentuno di questi crimini hanno una chiara matrice camorrista e solo nella strage di Grazianise, che ha visto morire tre persone, si è stati in grado di individuare i responsabili e assicurarli alla giustizia.

GLI OMICIDI DI CAMORRA avvenuti quest’anno in Campania

Nicola Nappo: ucciso il 10-07-2009 a Poggiomarino (NA)

Antonio Scotognella: ucciso il 01-07-2009 a Castellamare di Stabia (NA)

Mauro Castaldo: ucciso il 30-06-2009 a Napoli (NA)

Antonio Matrullo: ucciso a Napoli (NA) il 26-06-2009

Carlo Borrelli: ucciso il 12-06-2009 a Santa Maria la carità (NA)

Crescenzo Racciop­poli e Pasqua­le Iorio Raccioppoli: uccisi il 08-06-2009 a Casalnuovo di Napoli (NA)

Domenico Esposito: ucciso il 06-06-2009 a Casoria (NA)

Gaetano Di Gioia: ucciso il 31-05-2009 a Torre del Greco (NA)

Mariano Bacio Terracino: l’11 maggio, in pieno giorno nel quartiere della Sanità a Napoli (NA).

Ciro Parisi: ucciso il 9 maggio 2009 con diversi colpi di arma da fuoco a San Giovanni a Teduccio (NA).

Francesco Buonanno, Modestino Minutolo, Giovanni Battista Papa: assassinati l’8 maggio 2009 a Grazzanise (CE). Avevano rispettivamente 40, 25 e 45 anni.

Cosimo Nizza: 48 anni, freddato il 27 aprile 2009 a Benevento.

Ciro Fontanarosa: ucciso nella notte del 25 aprile 2009 a Napoli.

Gaetano Esposito: 53 anni, ucciso nel pomeriggio del 30 marzo 2009 a Ercolano (NA).

Stefano Falco: ucciso il 24 marzo 2009 a Qualiano (NA).

Aldo Vuoto: 47 anni, detto ‘o Nasone, è stato ucciso il 24 marzo 2009 a Castellamare di Stabia (NA).

Nunzio Esposito: 58 anni, ucciso il 24 marzo 2009 a Arzano (NA).

Giorgio Battaglia: un ragazzo di 26 anni ucciso l’8 marzo 2009 a Ercolano (NA).

Antonio Salzillo e Michele Prisco: 50 e 45 anni. Sono stati uccisi il 6 marzo 2009 a Cancello Arnone (CE).

Salvatore Del Prete e Rocco Prefetto: di 22 e 49 anni, sono stati uccisi il 10 febbraio 2009 poco prima di mezzogiorno a Casoria (NA).

Pasquale Palermo: 44 anni, ucciso la mattina del 6 febbraio 2009 a Napoli.

Aniello De Sarno: imprenditore di 43 anni ucciso il 5 febbraio 2009 a Nola (NA).

Luigi Tommasino: ucciso il pomeriggio del 4 febbraio 2009 a Castellamare di Stabia (NA).

Vincenzo De Crescenzo: di 28 anni, ucciso il 14 gennaio 2009 a Maddaloni (CE).

Vincenzo Scarano: 25 anni, 8 gennaio 2009 a Cesa (CE).

Salvatore Mignone: di 37 anni, ucciso il 4 gennaio 2009 davanti al carcere di Secondigliano, a Napoli.

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