25/07/09






La disinformazione in Berluscolandia

Il nulla.

Niente riesce più a stupire o scandalizzare oggi gli italiani se viene fatto da chi viene considerato, a torto o a ragione, un VIP.

Nel paese del “così fan tutti” non esiste più una cosa disdicevole che un potente possa fare per suscitare la disapprovazione popolare, sempre poi riservandosi il diritto di scandalizzarsi se il vicino di casa non raccoglie adeguatamente i bisognini del cane nel parco, guadagnandosi così una serie di epiteti ingiuriosi da far vergognare anche il più insensibile degli esseri umani.

Nel paese delle veline e dei calciatori sembra che basti atteggiarsi da bullo per farsi perdonare qualsiasi cialtroneria. La parola bullo non è utilizzata a caso ma sta a significare quanto ci si stia trasformando anche nel paese degli eterni Peter Pan, dove l'egocentrismo e la cupidigia tipica degli adolescenti è diventata una costante anche per i sedicenti adulti, anche per i più “maturi” di questi.

Ne è un fulgido esempio il nostro primo ministro.

A lui è permesso promulgare leggi riconosciute da tutti come “ad personam”, fatte cioè appositamente perché ne benefici una sola persona e non più tutta la collettività. Il motto “la legge è uguale per tutti” è ormai fuori moda, infatti se ad una persona qualsiasi venisse in mente di pretendere che il proprio benessere venga per legge anteposto a quello di tutti gli altri, quel qualcuno verrebbe sicuramente preso a calci nel sedere dai suoi pari.

A lui è permesso delinquere e rivendicare il diritto a non essere perseguito, anzi chi ricorda al pubblico i suoi comportamenti delinquenziali viene punito a norma di legge.

A lui spetta decidere quali informazioni vanno diffuse e quali è bene che non vengano divulgate.

Lui può varare uno scudo fiscale per far rientrare in Italia capitali di dubbia provenienza (è un eufemismo per definire i redditi illeciti) limitandosi a dare allo stato “una mancetta”. Ma se per errore è un poveraccio che si permette di rubare per fame un pacco di biscotti, lui si merita di venire condannato ad una pena di 3 anni di reclusione, cosa che è realmente accaduta non più di un mesetto fa.

Con un senso dell'ironia degno della peggiore osteria, il nostro presidente del consiglio continua ad insultare l'intelligenza delle donne concedendo a loro un valore puramente “coreografico”, eppure proprio da alcune donne arriva la sua più strenua difesa.

Vi è un concreto sospetto che un uomo ricco e potente di 72 anni abbia concupito una ragazzina di 17 anni, ma chi vuole vederci più chiaro nella faccenda viene tacciato di morbosità.

Mafiosi pentiti ammettono che l’impero di Berlusconi è stato costruito con i soldi provenienti da Cosa Nostra, ma il popolo fa spallucce con un bonario sorriso, a Berluscolandia si sa che certi affarucci devono pur essere ammessi pur di fare successo.

Le notizie che riguardano la censura e l’interferenza del governo su ciò che viene pubblicato dai giornali e trasmesso alla TV è qualcosa che non fa più notizia. L’organizzazione internazionale Freedom House ha recentemente catalogato l'Italia come un paese “parzialmente” libero ma nessuno, dalle nostre parti, è salto sulla sedia dall'orrore.

Perché? Che cosa ci ha anestetizzati così profondamente ??

Anche negli ultimi giorni, forse complice il gran caldo, il popolo italiano sembra imprigionato in una “siesta mentale” che dura da ormai troppo tempo.

Della politica, della cultura, dell'istruzione e della legalità, come paese, abbiamo già dimostrato ampiamente che non ci frega nulla. Ma del gossip … almeno il gossip è sempre stato al centro dell'attenzione di molta gente. Fabrizio Corona ci ha recentemente costruito un impero sopra.

E allora?

Neppure il gossip, se l'attore principale è l'uomo più potente in Italia, riesce più a scuoterci nemmeno marginalmente.

Lo dimostra lo scarso interesse che hanno suscitato le conversazioni intime registrate tra le lenzuola tra il Presidente del Consiglio italiano e una prostituta. Perché escort, se a qualcuno non fosse ancora chiaro, significa prostituta di alto borgo.

In spiaggia non se ne parla, anzi la maggior parte degli italiani ne conosce solo vagamente l'esistenza, quando non la ignora del tutto. Eppure le registrazioni sono ascoltabili da chiunque sul web, il periodico L’Espresso le ha messe a disposizione di chiunque le voglia ascoltare.

I contenuti sono adatti a qualsiasi tipo di pubblico: ce ne è per il morboso che gode nel sapere che Berlusconi non ama usare il preservativo durante rapporti occasionali (anatema secondo qualsiasi principio di educazione sanitaria); si descrive un uomo che ostenta la sua ricchezza per far colpo su una donna, pane per i più invidiosi; si ascolta un uomo che promette “favori finanziari istituzionali” in cambio di sesso per scandalizzare i più burocrati.

Ma il risultato è ancora il niente.

La “Levinksy de nojartri” non ha presa sul pubblico.

C'è da chiedersi se esista ancora sul suolo italiano traccia di vita cerebrale che non stia russando o se è la cultura dell'informazione che assume sempre più i contorni di quella tipica dei regimi autoritari in cui sia la notizia che la risposta che essa provoca vengono manipolati.

In entrambi i casi, c'è molto di cui preoccuparsi.


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1 commento:

  1. sono d'accordo completamente con la tua tesi e sarei lieto che visitassi il mio blog : www.otrebu.splinder.com per uno scambio di idee. Ciao Otrebu

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