30/07/09






Il comune di Fondi ha lassù, al Consiglio dei Ministri, qualcuno che lo ama.


Fondi è un comune di circa 36.000 abitanti della provincia di Latina situato a metà strada tra Roma e Napoli.
Il sindaco di centrodestra del comune, in carica dal 30 maggio 2006 e oggi al secondo mandato, è Luigi Parisella.

Il prefetto di Latina, Bruno Frattasi, ha chiesto il formale scioglimento della giunta del comune di Fondi l’8 settembre 2008 corredando la richiesta con una dettagliata relazione che dimostra come la 'ndrangheta sia penetrata nel tessuto sociale della città corrompendo funzionari e assessori comunali e mettendo le mani sul fiorente mercato ortofrutticolo, uno dei più grandi d'Europa. Qui infatti venivano investiti i soldi provenienti dello spaccio e dell’usura della 'ndrina del clan Tripodo.

Nel febbraio di quest’anno il ministro Maroni ha trasmesso una nota al Consiglio dei Ministri e a seguito dell'interrogazione parlamentare numero 3522 del 14 maggio 2009 è stato deciso lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa.
Scioglimento che, inspiegabilmente, ancora oggi non ha avuto esecuzione.
Durante il question time alla Camera del 14 maggio il ministro dell’Interno Roberto Maroni aveva dato parere favorevole a procedere allo scioglimento della giunta comunale dichiarando inoltre che subito nelle successive sedute del Consiglio si sarebbe provveduto a mettere in atto il procedimento.

Anche se lo stato non ha dato in nessuna maniera seguito alle sue parole, gli organi giudiziari hanno proseguito con il loro dovere e il 6 luglio nel comune, con l'ausilio di oltre 200 agenti del centro operativo della Direzione investigativa antimafia di Roma e del Comando provinciale dei carabinieri di Latina, è scattata l'operazione Damasco in cui si è proceduto a dar esecuzione a 17 arresti con l'accusa di associazione mafiosa, corruzione, falso, abuso d’ufficio e scambio di voti.
Tra gli indagati figurano anche vigili urbani, Riccardo Izzi, ex assessore forzista ai lavori pubblici e gli eredi del clan Tripodo Antonino Venanzio e Carmelo Giovanni Tripodo.
Si è proceduto a notificare gli arresti domiciliari, invece, per il capo dei vigili urbani Dario Leone, per il suo vice, Pietro Munno, per il dirigente del settore bilancio e finanze Tommasina Biondino, quello dei Lavori pubblici Gianfranco Mariorenzi e per l’immobiliarista Massimo di Fazio.
Il 16 luglio è stata l'ora degli anatemi del sottosegretario agli interni Luigi Casero che aveva assicurato essere imminente lo scioglimento dello sfortunato comune.
Il risultato è ancora stato un nulla di fatto.
Il 24 luglio, nuovamente, era stato previsto lo scioglimento del comune laziale da parte del Consiglio dei Ministri ma le aspettative sono rimaste deluse. Un altra volta.
Eppure lo stesso giorno il Consiglio dei Ministri è riuscito a sciogliere, sempre per mafia, i comuni di Fabrizia (Vibo Valentia) e Vallelunga Pratameno (Caltanissetta).
Fondi no, Fondi è stato dimenticato e a nulla è servita l'incursione del senatore dell’Idv Stefano Pedica che per protesta ha fatto irruzione durante la conferenza stampa del ministro Gelmini.
In merito alla vicenda il segretario nazionale dell’associazione Funzionari di Polizia, Enzo Marco Letizia, ha espresso perplessità circa quella che lui definisce “una diversa sensibilità ed attenzione” dimostrata da questo esecutivo rispetto ai precedenti ai problemi della malavita organizzata.

L'unica cosa che rimane da pensare è che qualcuno, nel CdM, ami molto il comune di Fondi.

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2 commenti:

  1. A Roma, in un ufficio presso Piazza Navona, nel 2000 conobbi tale B. S. , che sarebbe divenuto multimiliardario da ragazzo povero che era, grazie ad una sentenza della Cassazione, con la quale si riconosceva a lui un danno di 600 miliardi di lire (1980 circa), a carico del Comune di Roma.
    Questo signore, di alto livello evidente, mi disse che lui stava lavorando, tra gli altri, ad un progetto localizzato nel porto del comune di Fondi, di grande importo.
    Contemporaneamente il suo staff stava lavorando alla costituzione della compagnia Wind, a spese dell’ ENEL, e tutto questo grazie al fatto che lui era il responsabile di Forza Italia, per l’ Italia Centrale, direttamente alle dipendenze di Berlusconi.
    Fin qui tutto sarebbe lecito.
    Ciò che non mi sembra lecito, invece, sarebbe avvenuto nel 2005 : L’ ENEL ha messo in vendita la Wind, costata 9 miliardi di Euro a spese dei contribuenti, per un prezzo sì di 14 miliardi di Euro, ma l’ha ceduta poi per soli 4 miliardi di “Pagherò”; ossia, a regalo.
    Un’operazione di questo genere, con una sottrazione allo stato di oltre 10 miliardi di Euro, a mio avviso, è solo possibile se dietro c’è la Mafia.
    Sarei cuorioso di sapere se B. S. sta lavorando ancora sul suo progetto al porto di Fondi.
    Se così fosse, si spiegherebbe subito la decisione di Berlusconi, di bloccare lo scioglimento del comune in questione.
    Se non erro, naturalmente.

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  2. Romano: mail susanna.ambivero@virgilio.it

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