05/05/10

QUANDO L'ITALIA VENDEVA MATERIALE NUCLEARE ALL'IRAQ


L'attacco aereo Israeliano del 1982 contro il reattore di Osirak del Tuwaitha Nuclerar Research Center procuro' un momentaneo arresto del progetto nucleare Irakeno ma non cambio' gli obiettivi più a lungo termine di possedere una capacita' nucleare propria. Per perseguire questi scopi l'Iraq ha acquistato uranio, combustibile arricchito e tutto il necessario per trattare le scorie rifornendosi all'estero. Un documento della CIA, desecretato di recente, ci dice da chi.
La documentazione attesta che nei primi anni ottanta aziende straniere, sopratutto ditte italiane, fecero affari d'oro con l'Iraq di Saddam Hussein vendendogli quello per cui negli anni successivi l'occidente dichiarò guerra al dittatore: materiale nucleare.

L'evento sconcertante è la certezza delle informazioni, quelli che la CIA ha messo a disposizione del pubblico sono documenti ufficiali che non riportano ipotesi ma dati di fatto incontrovertibili.
L'Italia ha fornito all'Iraq complessivamente: 486 tonnellate di yellowcake (materiale ricco di uranio 235), 33.470 kg di diossido d’uranio naturale, 1.767 kg di diossido d’uranio a basso livello d’arricchimento per i reattori nucleari, 6.005 kg di diossido di uranio impoverito. Il nostro Paese ha fornito e costruito: un laboratorio radio chimico completo, un laboratorio per la produzione di radioisopi (RPL), un laboratorio per effettuare i test, un laboratorio per la fabbricazione di carburante (FFL) e l'addestramento completo dei chimici iracheni.
Il dossier lascia spazio alla possibilità che ci siano state anche altre transazioni tra Italia e Iraq ma classificate con nomi che non ne hanno ancora permesso l'individuazione.
Le ditte che risultano ad oggi chiaramente implicate nella costruzione dei laboratori siti a Tuwaitha sono:
SNA-Techint (gruppo Fiat)
CNEN( Comitato nazionale per l'Energia Nucleare)
AMN ( Ansaldo Meccanica Nucleare )
ma si ipotizza il coinvolgimento anche della Ausidet, Montedison, Technipetrole, Snia Bpd, Euromac, Danieli e della Ilva.

Secondo il rapporto del dipartimento di Stato americano i vertici italiani non erano interessatati a far rescindere i pericolosi commerci con l'Iraq per non rischiare di intaccare i rapporti con un Paese ricco di petrolio e che rappresentava anche un lucroso mercato di beni civili e militari. Risulta che, poco prima dell'attacco israeliano all'Iraq , Saddam suggellò un contratto con la ditta italiana SNIA-Techint per la fornitura del reattore nucleare denominato CIRENE di potenza 300 MWt equivalente a 900 MWT.

E' incontrovertibile, abbiamo fornito tutto il materiale necessario al governo iracheno per far funzionare un reattore nucleare e per estrarre plutonio, salvo poi partecipare all'attacco militare proprio perché l'Iraq possedeva questo materiale. Contraddizioni dell'economia moderna.

(traduzione dei documenti originali a cura di Clara Gawley)



6 commenti:

  1. Quanta disinformazione!!! A parte che l'attacco israeliano a Osirak fu nel 1981 e non nel 1978, ma di quale attacco con la partecipazione italiana stiamo parlando? Quello del 1991 (motivato, almeno a parole, con l'obiettivo di liberare il Kuwait) o quello del 2003 (giustificato da Bush con le false accuse a Saddam di detenere armi atomiche)? La verità, documentata da numerose missioni degli ispettori dell'Aiea, è che l'Iraq si era dotato di materiale bellico non convenzionale PRIMA del 1991 e che quel materiale fu distrutto dagli ispettori nel corso degli anni '90. Infatti, quando Bush lanciò la guerra nel 2003 non ce n'era più traccia da tempo. Beati i tempi in cui c'erano solo i giornalisti a scrivere notizie false o non argomentate. Ora ci sono anche i blogger.

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  2. a volte penso che qualcuno non sappia leggere. Il documento originale è visionabile in fondo, traducilo. Se sospetti anche della provenienza del documento, è rintracciabile direttamente dal sito governativo della CIA, è visionabile a tutti ... oppure dubiti anche gli organi ufficiali

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  3. Se il documento cui ti riferisci è quello che hai allegato, datato "June 1983" (in fondo alla prima pagina a destra), è ovviamente stato superato da tutti i rapporti dell'AIEA degli anni Novanta e Duemila (visionabili sul sito dell'AIEA). Nel 2002, quando Bush e Blair annunciarono che Saddam aveva armi atomiche, fui tra i pochissimi giornalisti che, prima di rilanciare la notizia acriticamente perché veniva da "fonti ufficiali" (come le chiami tu), si presero la briga di andare a consultare il sito dell'AIEA, dove c'era già la smentita. La Cia è una fonte di parte e un buon giornalista non può limitarsi a ripetere ciò che afferma (tanto più a distanza di 27 anni) senza metterla a confronto con altre fonti e fornire ai lettori il contesto della storia irachena recente. Ma ciò è possibile solo se si è seguita professionalmente tale vicenda. Se si è esperti di medicina e di mafie, sarebbe opportuno non avventurarsi su altri terreni senza l'umiltà necessaria per imparare qualcosa.

    Eri Garuti,
    giornalista professionista

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  4. mi sembra una posizione pretestuosa che avrebbe senso solo se avessi riportato un tentativo di analisi della situazione e non, come ho affermato, il contenuto di un documento desecretato dalla CIA.
    Non serve riempirsi di titoli per tradurre un documento e, contestualizzandolo con addirittura il link originale, renderlo pubblico

    Susanna Ambivero
    cittadina

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  5. Cara cittadina Susanna,
    contestualizzare, per un giornalista, significa spiegare il contesto e fornire al lettore chiavi di interpretazione che non può avere dalla semplice osservazione di un documento. Apprendo ora che volevi solo "riportare un documento", che è cosa diversa dal fare informazione. Prendo atto che non volevi fare un "tentativo di analisi", ma questo è il senso che il lettore percepisce leggendo il tuo giudizio finale: "salvo poi partecipare all'attacco militare proprio perché l'Iraq possedeva questo materiale". E' questo passaggio che ha sollevato la mia protesta. Non argomentato, espresso senza spiegare a quale delle due guerre fai riferimento e unito al fatto che non citi le ispezioni dell'Aiea e sembri quindi voler accreditare la tesi di Bush sul possesso di armi di distruzione di massa da parte di Saddam anche dopo che l'Aiea le aveva distrutte, questa tua frase invalida la credibilità di tutto il tuo post, che invece sarebbe interessante come punto di partenza per un'indagine sugli affari di Saddam con ditte italiane.
    Eri
    P.S.: vedo che ora hai cambiato la data nel tuo pezzo, ma ancora è sbagliata! (Il bombardamento di Osirak fu il 7 giugno 1981, non nel '78 come avevi scritto prima, né nell'82, come hai scritto ora). Ora però smetto di correggerti i pezzi perché di solito non lo faccio gratis! ; )

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  6. ecco, questo mi sembra un appunto di cui far tesoro. Grazie

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