25/08/09






Le banche che finanziano la morte

Strana anomalia, una delle poche relazioni del ministero dell'economia e della finanza relativa ai dati di import-export a non venire resa pubblica è quella che tratta del mercato degli armamenti. Questo strano comportamento è dovuto ad una esplicita domanda da parte degli investitori.
Non è infatti una buona pubblicità far sapere che buona parte dei proventi aziendali proviene dal mercato che tratta di mine, carri armati e fucili.

La Banca nazionale del Lavoro, Intesa-San Paolo e Unicredit risultano però essere tra le principali banche italiane coinvolte nel commercio di armi e se volessimo dare una valutazione solamente dal punto di vista finanziario questa risulterebbe una decisione azzeccata.
I compensi di intermediazione, infatti, hanno avuto un incremento del 300% nei soli ultimi 24 mesi raggiungendo un guadagno prossimo al 5% netto del denaro investito. Altro che BOT e CCT !
Nell'anno passato le banche hanno investito in questo particolare mercato 4.285 milioni a cui vanno aggiunti 1.266 milioni usati per finanziare programmi intergovernativi di riarmo.
Che colpo per un periodo di tracollo finanziario generalizzato !!

La classifica degli investitori bancari nel mercato della morte dell'anno scorso si presenta così:
  • al primo posto la Banca Nazionale del Lavoro con 1.461 milioni di euro investiti.
  • al secondo posto Intesa-San Paolo con 851 milioni a cui si aggiungono 87 milioni della Cassa di Risparmio di La Spezia, parte del gruppo
  • al terzo posto Unicredit con 606 milioni di euro.
  • quarta la Banca Antonveneta, 217 milioni.
  • quinto il Banco di Brescia con solo 208 milioni di euro investiti, da rilevare però che questa banca è entrata in partita in ritardo, cominciando ad investire dal mese di aprile

Sorge spontanea la domanda: ma molte di queste aziende non si erano lanciate in virtuose affermazioni di non voler investite i loro soldi nel mercato delle armi?

Forse per loro il richiamo del portafoglio è più forte di qualsiasi valore etico.


||questo è il settantaquattresimo posting pubblicato in questo blog||
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