10/02/10

DEMOCRAZIA SOSPESA IN PERIODO ELETTORALE


Tempo di raccolto per i dispotici, il regime ha avuto inizio ma la gente esita nel volersene rendere conto. E' questa la situazione più propizia per i potenti che, sfruttando questa diffusa indolenza che spesso è solo espressione del timore di guardare in faccia una realtà inaspettata, forza la mano alla democrazia introducendo provvedimenti liberticidi. Gli stessi espedienti a cui, tra poco tempo, si appelleranno per giustificare le loro prevaricazioni.

Ieri sera, la Commissione di Vigilanza Rai, a maggioranza ha deciso di sospendere per i 30 giorni che precedono il voto ogni programma di approfondimento giornalistico della RAI, si badi bene, non delle reti televisive tutte, solo del servizio pubblico, quello che anche se patendo mal di pancia è costretto a garantire un minimo di pluralità sul palcoscenico politico.
Cancellato Ballarò, Porta a Porta e Annozero il loro posto potrà venir preso da tribune elettorali rigidamente controllate per temi trattati e personaggi autorizzati a parlare.
Niente più libera informazione, niente dibattiti svincolati da logiche di partito, i politici se la potranno cantare da soli senza che qualcuno si possa permettere di opporgli un “ma” o un “se”.

La decisione sembra seguire la linea di governo sull'informazione “pilotata” introdotta dall'articolo n°11 del DL78 1 luglio 2009 in cui si impedisce a Istat e Banca d'Italia di informare i cittadini circa il trend economico del paese.

Queste moderne leggi per la reintroduzione dell'informazione di regime offendono non poco, non solo per la difficoltà con cui si potrà monitorare i comportamenti di quella che in teoria dovrebbe essere l'amministrazione più trasparente di tutte in quanto espressione del popolo, ma sopratutto perché qualcuno ha pensato fosse lecito sospendere la democrazia per mezzo di una legge.






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