27/02/10

ITALIANI, STRANA GENTE


Il recenti sviluppi del caso Mills, con l'ennesima campagna di delegittimazione della magistratura con cui sta andando a braccetto, hanno riportato prepotentemente a galla uno dei vizi peggiori del popolo italiano; quello che oggi, usando un neologismo, definiamo “berlusconismo” ma che di fatto colpisce indifferentemente sia i sostenitori del cavaliere che i suoi detrattori e che è entrato a far parte del modo di essere di alcuni molto prima che Berlusconi decidesse di scendere in campo. Silvio Berlusconi ha l'indubbia responsabilità di aver fatto entrare definitivamente in politica il concetto del personalismo, espressione di un comportamento tipico della parte più mediocre del Paese, cosicché si è potuta sostituire l'oggettività con la soggettività, applicata in ogni campo.

La gente non ha più vergogna nel dire “evado le tasse perché tanto lo fanno tutti” o “parcheggio nel posto riservato ai disabili, tanto se non lo facessi io lo farebbero altri”, l'effetto immediato di un azione sembra essere diventato più importante del fine ultimo di benessere per un intera collettività.

Forse una metafora calcistica potrà far comprendere meglio il pensiero che vorrei esprimere.
Tempo fa l'allenatore serbo Boskov, al termine di una partita in cui un errore arbitrale aveva decretato la sconfitta della sua squadra, sorprese tutti i giornalisti che si accalcavano a domandargli un giudizio sulla faccenda, rispondendo “rigore è quando arbitro fischia”. Stop, non c'era altro da dire. Nel paese in cui il lunedì mattina tutti gli italiani si trasformano nei migliori allenatori del mondo queste frasi passano per barzellette e non vengono valutate per ciò che in realtà rappresentano: le regole fondamentali che sono state da tutti accettate e che tutti sono tenuti a rispettare.

Tornando al caso Mills la magistratura, emettendo la sentenza, non ha parteggiato per nessuno; ci sono delle leggi decise da altri e il compito di questa istituzione è quello di applicarle, sempre e comunque. Il tribunale che ha giudicato Mills e che ora in molti si affrettano a voler definire “amico del Berlusca” è il foro di Milano, lo stesso foro che Silvio Berlusconi definisce continuamente come popolato solo da ”magistrati comunisti”.
Ecco in cosa consiste il berlusconismo, nel giudicare una situazione solo in base al fatto se è a noi congeniale o meno.

E' già successo recentemente quando al mafioso Graviano venne tolta la pena accessoria dell'isolamento diurno e si volle sollevare il dubbio che i giudici con quella decisione avessero voluto favorire l'ex boss, fatto salvo doversi ricredere in un secondo tempo, ma questa volta a bassa voce, perché quella non era una scelta presa unilateralmente da un giudice ma semplicemente l'applicazione dell'art.72 del nostro codice penale che prevede che la durata massima di isolamento diurno sia di 3 anni.

Con questo non voglio affermare che alla comunità spetta solo il compito di fare da spettatore, anzi, il mio vuole essere un invito ad approfondire sempre la conoscenza delle cose. Il popolo ha il diritto, anzi il dovere, di partecipare alle decisioni dello Stato attraverso gli strumenti messi a disposizione. Per quanto riguarda, ad esempio, la legiferazione ci viene riconosciuto lo strumento del referendum popolare e dovremmo insorgere quando questo diritto viene calpestato come è stato fatto nel decidere il ritorno al nucleare o per la reintroduzione del finanziamento pubblico ai partiti, esempi di come la politica abbia calpestato con indifferenza una decisione presa dal popolo sovrano.

Il vero problema della legalità in Italia non è rappresentato dalla prescrizione del reato di David Mills, la nostra peggior sciagura è che da qui a poco ci scorderemo che comunque è stato provato che Mills sia stato corrotto ... e da chi.

Forse per ridare la speranza di un futuro fatto di verità e giustizia basterebbe che noi italiani ci riabituassimo ad avere una memoria dei fatti un po' più lunga di quella dei pesci rossi.



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