21/10/09





Berlusconi e la libera interpretazione della legge


 
La sentenza della Corte costituzionale sul lodo Alfano e' assolutamente non condivisibile e con essa la Consulta ha praticamente detto ai Pm rossi di Milano “riaprite la caccia all'uomo nei confronti del premier''. Di conseguenza e' giunto il momento di prendere il toro per le corna e mettere mano alla riforma della giustizia.
Sono le parole che Silvio Berlusconi ha detto lunedì dopo che gli è stato chiesto di commentare la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato la legge 124/2008, più nota come lodo Alfano, in violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione Italiana.

Silvio Berlusconi si è detto intenzionato a mettere in opera una riforma atta a rimodellare la Costituzione attraverso l'utilizzo delle procedure previste dall'articolo 138 che afferma la possibilità di apportare grandi riforme alla Costituzione a condizione che vi sia una coerente e precisa volontà delle forze politiche.
Il premier è fortemente intenzionato dunque a rimaneggiare il sistema giudiziario compiendo un opera di revisione dell'ordinamento giudiziario, urgenza a suo giudizio non più rinviabile.

La grave colpa di cui si sarebbe macchiata la magistratura è quella di aver intralciato, con il suo normale operato, il lavoro di chi è stato chiamato dal popolo a governare.
Apriti cielo.
Secondo il giudizio del premier è antidemocratico proprio l'articolo 3 della nostra Costituzione, quello che recita “la legge è uguale per tutti”, poiché lui, ribadisce, è più uguale degli altri per investitura popolare.

Forse questa è libera interpretazione delle leggi ma a me, se mi si permette un opinione personale, sembra solo una prepotenza imposta su chi è veramente la massima espressione di democrazia: il popolo sovrano.







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