05/10/09





Lodo Alfano … e si salva il nano


In occasione del pronunciamento della Consulta della Corte Costituzionale della Repubblica sul così detto Lodo Alfano, legge 124/2008, formalmente nota con il nome "Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato" che avverrà domani 6 ottobre 2009; sembra utile ricordare uno degli articoli basilari della Costituzione Italiana che da domani potrebbe diventare polvere, l'articolo 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Nel caso la legge dovesse essere legittimata, dei benefici se ne avvarrà solo il presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi in merito a processi relativi alla sua figura imprenditoriale e non a quella istituzionale. In precedenza il presidente della camera, Gianfranco Fini, ha rinunciato a beneficiare dell'immunità offerta dal lodo in occasione dell'eventuale processo a cui avrebbe dovuto sottoporsi a seguito di una querela da parte dell'ex pubblico ministero di Potenza Henry John Woodcock che, in segno di rispetto per la scelta, ritirò la querela.

Se domani il lodo Alfano venisse burocraticamente legittimato e sospendesse ogni tipo di procedimento penale a carico del presidente del consiglio per tutta la durata del suo mandato, questo costituirebbe un precedente unico in tutto il panorama legislativo europeo.




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1 commento:

  1. Secondo l’avvocato Ghedini e soprattutto secondo Alfano e la maggioranza che l’ha votato, il lodo Alfano doveva servire per consentire al premier di lavorare in pace, senza l’incubo dei processi.
    Si scopre, invece, che il vero scopo è un altro, diverstirsi e sollazzarsi alle spalle dei cittadini che pagano le tasse. Tutte cose che poteva fare benissimo, da cittadino “privato” e non scandalizzare nessuno, ma che ha preferito fare facendo pagare a noi i suoi sollazzi. Il divertimento era ancora più grande.
    Forse rideva a crepapelle quando portava tutti i suoi “ospiti” in giro per il Paese sugli aerei dello Stato e quando si serviva delle sue venti macchine blu, con i rispettivi trenta autisti a disposizione, senza pagare un euro di tasca sua.

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