I giudici della corte costituzionale sono 15, vengono presieduti da Francesco Amirante.
L'incostituzionalità del lodo è sostenuta dai giudici delle due sezioni del tribunale di Milano e dal Gip di Roma. Si oppongono alla tesi gli avvocati privati dell'imprenditore imputato nei processi pendenti, cioè Niccolò Ghedini, Piero Longo e Gaetano Pecorella e l'Avvocatura dello Stato che per ruolo deve difendere la presidenza del consiglio, nella persona di Glauco Nori. Le due figure guarda caso coincidono nella persona di Silvio Berlusconi.
I giudici di Milano e Roma sostengono che “la legge Alfano rappresenta una irragionevole eccezione al principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge che è un principio fondante dello stato di diritto, il valore centrale dell'ordinamento democratico". Purtroppo non viene permesso l'intervento del procuratore di Milano e del suo sostituto e dunque in questo procedimento verrà ascoltata solo chi difende il lodo Alfano e non verrà data voce a chi dubita della sua costituzionalità.
Inizia la performance Niccolò Ghedini: "La legge è uguale per tutti ma non la sua applicazione" è certamente una affermazione da riportare nelle prossime stampe del codice di procedura penale
E' la volta di Piero Longo che afferma che il lodo è legittimo perché si limita ad ampliare il legittimo impedimento dell'imputato; solo che in questo caso l'impedimento non è una malattia che impedisce di presenziare al processo ma è la carica istituzionale rappresentata.
Gaetano Pecorella afferma che è la nuova legge elettorale che prevede che il premier sia costituzionalmente superiore a tutti, aggiunge che nell'ipotesi di bocciatura del Lodo Alfano verrà presentato un lodo-ter.
L'avvocato dello Stato Glauco Nori difende il lodo Alfano ma nega che la sua opinione possa condizionare la Corte.
Vi propongo la registrazione della seduta, durata 1 ora e 41 minuti
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La decisione slitta a domani ... forse.
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