14/10/09





Il pentito Vara: i carabinieri sapevano da 5 anni dove era Provenzano



Nell'ambito del procedimento a carico di Mauro Obinu e Mario Mori che si sta svolgendo a Roma e che è volto ad accertare di chi fu la colpa della mancata cattura di Bernardo Provenzano per molto tempo, il 21 maggio 2009 è stato ascoltato il collaboratore di giustizia Ciro Vara.
Ciro Vara è stato un uomo che contava all'interno di cosa nostra, ha deciso di pentirsi quando ormai aveva scontato quasi per intero la sua pena di nove anni per associazione mafiosa. Vara è cugino di Giuseppe «Piddu» Madonia e gli succede al comando della mafia nissena quando don «Piddu» fu costretto alla latitanza. Era lui il diplomatico a cui è stato affidato di gestire la pax mafiosa con gli stiddari di Gela, di sanare alcune fratture tra i mafiosi nisseni su mandato di Provenzano e che ha intrecciato alleanze con altre famiglie sopratutto di Palermo. Il pentito Leonardo Messina lo ha indicato come capo mandamento dei Vallelunga aggiungendo che Vara, durante una riunione nella quale si discuteva sul maxi processo di Palermo disse che tutto «sarebbe finito in una fesseria alla Cassazione perché avevano la sicurezza che il processo sarebbe andato a finire nelle mani giuste». Parlò di lui anche Luigi Ilardo prima di venire ucciso, lo descrive come il candidato designato a sostituire Madonia nella reggenza provinciale di Caltanissetta.

Il 21maggio 2009 viene ascoltato dalla corte.
Vara afferma che il capomafia Bernardo Provenzano, nel periodo in cui fu latitante, ha mantenuto inalterato il luogo della sua abitazione a Mezzojuso, in provincia di Palermo.
Il luogo era stato rivelato da molto tempo da Luigi Ilardo, mafioso confidente della polizia, al colonnello Michele Riccio che si era affrettato ad avvisare i suoi superiori.
Incomprensibilmente questa rivelazione però non produce nessun risultato; non un controllo, non un bliz, niente è stato ritenuto necessario fare.
In seguito Provenzano verrà a sapere del tradimento di Ilardo, che verrà ucciso nel 1996 a Catania, ma non si sente minacciato e non cambia luogo di residenza per altri cinque anni.
In seguito all'arresto del latitante Benedetto Spera, avvenuto nel gennaio 2001, decide di cambiare dimora.
Ciro Vara ripercorre le vicende del suo rapporto e dei suoi incontri con Provenzano e Ilardo, incontri quasi sempre avvenuti in ville di Bagheria e Santa Flavia. In un occasione Vara afferma di aver visto anche Vito Ciancimino a quelle riunioni, nello specifico si stava risolvendo un problema relativo ad una ditta di Gas che si trova a Caltanissetta. Per questi lavori Vara sostiene che venne pagata una tangente da 500 milioni di lire ai politici, 200 milioni furono consegnati a Massimo Ciancimino che fece in modo di farli avere all'onorevole Bernardo Alaimo, deputato D.C. di Caltanissetta nominato nella nona, decima e undicesima legislatura, già sindaco del Comune di Serraficalco (CL), consigliere comunale ed assessore al comune di Gela (CL), segretario provinciale della D.C. di Caltanissetta, assessore regionale per la sanità dal 1987 al 1992 e presidente della quinta commissione cultura, formazione e lavoro dal 1993 al 1995.

Esame del collaboratore di giustizia Ciro Vara, 21 maggio 2009, durata 28 min


Interrogatorio da parte del pm Antonino Di Matteo del 21 maggio 2009, durata 1 ora 49 min


Interrogatorio da parte di Piero Milio, avv.della difesa di Mario Mori e Mauro Obinu, deposizione del 21 maggio 2009,durata 34 min


Interrogatorio da parte di Enzo Musco, avvocato della difesa di Mario Mori, deposizione del 21 maggio 2009,durata 7 min


Domande del presidente Mario Fontana del 21 maggio 2009, durata 12 min


Controinterrogatorio da parte del pm Antonino Di Matteo del 21 maggio 2009, durata 14 min


Il materiale audio è rilasciato con licenza Creative Commons Attribution 2.5 Italy fonte


CI RISENTIAMO PER LEGGERE LE SUCCESSIVE RIVELAZIONI DI GIOVANNI BRUSCA








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