23/10/09





Servizi segreti per controllare i magistrati


 

Il 7 novembre 2006 il CSM, su richiesta dei consiglieri Pepino, Riviezzo, Berruti, Siniscalchi e Patrono, ha aperto una pratica a seguito del rinvenimento nei locali di proprietà del SISMI di una voluminosa documentazione su numerosi magistrati ad opera di collaboratori del servizio segreto di informazione militare. Dai documenti risulta l'intenzione di “condizionare od ostacolare l'attività di tali magistrati, di impedirne la partecipazione a organismi sopranazionali, di delegittimarli attraverso il discredito personale, ledendo con ciò, insieme alla loro dignità personale, l'esercizio autonomo e indipendente della giurisdizione e incidendo (o tentando di incidere) sulle consapevoli determinazioni dell'organo di autogoverno e finanche sulla composizione dello stesso” queste le esatte parole usate nel fascicolo aperto dalla magistratura.

In possesso del SISMI sono stati trovati numerosi documenti con riferimenti a magistrati italiani ed europei, alla loro attività in istituzioni nazionali e internazionali in cui operano o operavano.
Durante l'interrogatorio svolto dai pm di Milano nel 2006 nei confronti di Pio Poma, dirigente SISMI con compiti di analista OSI-NT, questi dichiarò che la sua missione era di acquisire, classificare e custodire il maggior numero informazioni analizzandole tutte, non solo quelle ritenute utili per la sicurezza nazionale. A Roma vengono aperti analoghi fascicoli di indagine.

Vengono rinvenuti appunti relativi alla primavera-estate del 2001 in cui viene spiegato il progetto messo in opera dal SISMI il cui scopo è di osservare e intervenire su settori della magistratura definiti “portatori di pensieri e strategie destabilizzanti (...) e vicini ai partiti della passata maggioranza“ Si vogliono così neutralizzare iniziative politico giudiziarie a carico di esponenti della attuale maggioranza di governo o di loro familiari, questo anche attraverso l'adozione di provvedimenti definiti traumatici su singoli soggetti. Questa strategia prevede atti di delegittimazione volti a creare le condizioni affinché i provvedimenti scomodi vengano congelati se non addirittura revocati. Alcuni incarichi per magistrati definiti “delicati” devono essere affidati esclusivamente a persone di fiducia del governo in carica.
Ci sono elenchi e schede riferiti a magistrati “sensibili” che devono essere sottoposti a osservazione, a interventi di contrasto e/o dissuasione; molti di questi sono appartenenti a Magistratura Democratica. Tra i nomi compaiono i giudici Colombo, D'Ambrosio, Caselli, Bruti Liberati, Almerighi, Natoli, Ingroia, Principato, Sabella, Mancuso (Dap/Na), Mancuso (Bo), Melillo, Monetti, Salvi, Cesqui, Lembo, Paraggio, De Pasquale, Napoleoni, Casson e Perduca, Borrelli, Davigo, Boccassini, Greco, Taddei, Chino, Carnevali, Bruti Liberati, Salvi, Pepino e Patrone.

Esiste un dossier SISMI esclusivamente centrato sull'associazione europea “Magistrats européens pour la democratie et les libertés” (MEDEL) comprensivo di indirizzi, mail e numeri telefonici dei singoli magistrati che ne fanno parte. Sono catalogati 203 magistrati di 12 paesi europei, 46 gli italiani. Le attività del MEDEL sono state monitorate in maniera capillare, sono state vagliate le loro riunioni, i contatti, è stata analizzata anche la loro posta elettronica.

Si è trovata anche una dettagliata scheda in cui veniva spiegata l'azione "di disturbo" da mettere in opera nei confronti della Commissione d'inchiesta su tangentopoli e un analisi delle elezioni per il rinnovo del Comitato direttivo centrale dell'Associazione nazionale magistrati nel 2003. L'ANM era un obiettivo che doveva essere monitorato attentamente in quanto, viene riportato, "fonti ben informate hanno fornito indicazioni secondo cui è in corso un processo di ricompattamento tra le varie componenti dell'ANM a causa dello scontro tra magistratura e governo” , governo che nel 2003 si intendeva rappresentato dal ministro della giustizia Roberto Castelli e dal Presidente Silvio Berlusconi.

Tirando le somme: a partire dal 2001 ha avuto inizio un attività di intelligence da parte del SISMI “ufficiale”, non da uno dei suoi rami deviati, nei confronti di moltissimi magistrati. Il controllo è stato capillare fino al 2003 ed è proseguito in modo meno continuativo sino al 2006.
A carico dei magistrati “osservati” non viene indicata nessuna valida motivazione che possa ammettere l'opera di intelligence svolta e men che meno viene ipotizzato alcun fatto illecito. La colpa a loro imputabile è quella di essere «portatori di pensieri e strategie destabilizzanti per il governo» in ragione dell'attività giudiziaria da loro svolta.

Uno dei “lavori” portati a termine dal SISMI è la campagna stampa di alcuni organi di informazione, e poi ripresa in sede politica, su una presunta congiura ai danni del Governo.

Istituzionalmente i compiti del SISMI dovrebbero essere di garantire "la sicurezza e la difesa sul piano militare dell'indipendenza e della integrità dello Stato" nonché "compiti di controspionaggio". Sembra evidente che il compito di questa missione fosse invece di condizionare alcune componenti essenziali della democrazia con attività estranee alle competenze del SISMI come l'intimidazione di alcuni magistrati e un attività volta a cagionare la perdita di credibilità dei magistrati aumentando così le difficoltà nella collaborazione giudiziaria e ostacolando l'esercizio indipendente ed efficace della magistratura.





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2 commenti:

  1. ma possibile che nessun giornale abbia dato la notizia di un fatto così grave?

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  2. italia = repubblica delle banane

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