22/10/09





Obiettivo di governo: impunità a Berlusconi


 
Per chi ha come alto ideale quello della giustizia e della legalità il 15 ottobre è stato un giorno da dimenticare. In quella data Silvio Berlusconi e il suo avvocato Niccolò Ghedini hanno presentato ai collaboratori di governo quello che sarà il programma d'azione da seguire per il fronte giudiziario. “La situazione è drammatica, bisogna bloccare i processi rapidamente altrimenti la maggioranza è morta politicamente.” Hanno dichiarato.

L'avvocato Niccolò Ghedini ha già in mente come fare, quattro i punti su cui focalizzare il lavoro:
  1. Taglio dei tempi per giungere più velocemente alla prescrizione di alcuni reati definiti “non gravi”. Tra questi si annovera la corruzione, la frode fiscale e l'appropriazione indebita, proprio i reati ipotizzati nell'ambito dei processi Mills, dei diritti TV Mediaset e Mediatrade che coinvolgono Silvio Berlusconi. Se si riuscisse in questo primo intento i reati oggi imputati al capo di stato verrebbero automaticamente estinti.
  2. Una legge di rafforzo del “legittimo impedimento a comparire in tribunale”. Ciò costituirebbe la scusa perfetta per Berlusconi e i suoi avvocati/parlamentari a non partecipare ai dibattimenti processuali che li interessano e sostenere così la richiesta di continui rinvii processuali fino al raggiungimento della fatidica prescrizione.
  3. La riforma del processo penale in cui verrebbe prevista anche la possibilità per gli avvocati difensori di convocare in qualità di teste persone che a rigor di logica sarebbero superflue al fini del processo ma risulterebbero utilissime per dilatare i tempi del procedimento e arrivare più facilmente, ancora una volta, alla prescrizione.
  4. In extremis, nel caso di fallimento dei tre primi punti, si prevede la possibilità di introdurre un ennesima norma blocca processi come quella che fu varata con l'ultimo decreto sicurezza. In quel caso si permise di bloccare per un anno i processi definiti “marginali” come quello Mills, per sveltire i procedimenti di maggior allarme sociale come le espulsioni e il respingimento degli extracomunitari.

Per mettere a punto questa strategia si sono già incontrati a palazzo Grazioli Silvio Berlusconi, il suo avvocato/deputato Niccolò Ghedini, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, il sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo e il guardasigilli Angelino Alfano.
Al termine dei lavori è stato dichiarata in maniera perentoria l'intenzione di bloccare  i processi a carico del premier per evitare quella che è stata definita “ la spettacolarizzazione mediatica dell'imputato premier”.






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