08/12/09





FINANZIARIA: RUBARE AI POVERI PER DARE AI RICCHI



La legge finanziaria è tornata il parlamento portando con se l'introduzione dell'emendamento 2.1877 che ripropone, in maniera quasi identica, normative precedentemente dichiarate inammissibili.
La maggioranza di governo ha ignorato totalmente ogni dibattito democratico su qualsiasi punto proposto dall'opposizione, in 10 minuti sono stati bocciate tutte le 150 proposte che tra altre cose prevedevano detrazioni per famiglie, bonus per bambini, qualche tipo di sostegno per i lavoratori in difficoltà e per i pensionati.
E' stato utilizzato un agire meschino che nei fatti ha comportato l'eliminazione completa di ogni forma di dibattito democratico obbligando a soggiacere supinamente alle decisioni prese unilateralmente da un governo che assume sempre più comportamenti dittatoriali e despota.

I passi del testo promulgato che meritano attenzione sono i seguenti:

  • La possibilità di vendita delle proprietà sottratte alla mafia.
  • Tagli per 8,3 miliardi di euro da distribuire in tre anni per il fondo a sostegno degli interventi urgenti rappresentato principalmente dal settore dell'istruzione.
  • Taglio di 120 milioni di euro dal "fondo per la competitività e lo sviluppo".
  • Agli ammortizzatori in deroga per i contratti CO.CO.CO. viene imposto un limite massimo di beneficio che limita fortemente la possibilità di accedervi.
  • Si prevede il ripristino del cosiddetto lavoro interinale anche per forme di lavoro a tempo indeterminato.
  • Ripristino della "Banca del Mezzogiorno SpA" , che era già stata stralciata dal Senato.
  • Riduzione dei fondi per i comuni di 210 milioni di euro in tre anni.
  • Ripristino immediato dell'obbligo al pagamento dei tributi per le popolazioni terremotate.
  • Vengono impegnati 31,589 miliardi di euro per finanziare il “piano infrastrutture”, tra cui anche il famoso ponte sullo stretto di Messina che si era tanto affermato dovesse essere costruito reperendo solo fondi privati e non risorse pubbliche, l'inutile Mose di Venezia o la tanto odiata TAV.
  • All'istruzione verrà destinato meno dell'1% del totale delle risorse
  • Per la sicurezza vengono previsti tagli per ulteriori 210 milioni, stessa cifra che viene destinata ex novo per spese “parlamentari”.
  • Previsti tagli ingenti anche per il mondo dell'editoria

Tutti i fondi impiegati per questa manovra finanziaria provengono dallo scudo fiscale, cioè dalla premiazione di chi fino ad oggi ha nascosto capitali all'estero a grave danno dei contribuenti, e dal Tfr dei lavoratori.
Per l'approvazione in aula già si attende l'imposizione del voto di fiducia.


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