07/12/09





UCCISO A 18 ANNI PERCHE' PORTAVA IL COGNOME SBAGLIATO



Francesco Maria Inzitari aveva solo 18 anni ma la sua età non ha impedito che venisse ammazzato sabato 5 dicembre con dieci colpi di pistola, più uno sparato alla nuca per freddarlo, nella peggiore tradizione 'ndranghetista. La colpa che lo ha condannato a morte è stata quella di essere nato nel posto sbagliato con il cognome sbagliato.
Francesco è cresciuto a Rizziconi, un paese della piana di Gioia Tauro dominata dalla cosca della famiglia Crea, suo padre è Pasquale Inzitari, ex vicesindaco di Rizziconi ed ex esponente dell'UDC condannato lo scorso settembre per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Già a 16 anni aveva avuto un assaggio di ciò che gli sarebbe capitato pochi anni dopo, fu accoltellato da Luciano Creo, nipote del boss locale, nella piazza del paese. Senza movente specifico l'aggressione come senza motivo specifico è stata la sua esecuzione.
Purtroppo prende corpo l'ipotesi che sia stata la ragione più bestiale a determinare l'omicidio, uccidere il figlio poco più che adolescente per ammonire il padre. Quel padre che non aveva saputo stare zitto e che con le sue rivelazioni contribuì a far catturare il boss locale Teodoro Crea insieme ai suoi due figli. Un movente concepibile solo da una bestia non più capace di sentimenti umani che ha venduto l'anima in cambio di un pugno di banconote.
La colpa dell'omicidio di un giovane ragazzo incensurato, che stava andando a mostrare l'auto nuova agli amici, non si può più far ricadere solo contro gli esecutori materiali, persone svuotate di ogni umanità; il peso della colpa deve ricadere su tutti, dagli imprenditori corrotti, ai magistrati collusi, agli amici venduti, fino ad arrivare a noi, membri di una società omertosa dove per bramosia di potere o solo per una paura vigliacca si tace acconsentendo così che un figlio senza colpa venga ammazzato barbaramente.

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