18/12/09





IL ROC, UN SEGRETO NEI SERVIZI SEGRETI



Il SISDE, l'ex servizio segreto italiano, non è nuovo a scandali. Sono parecchi gli episodi in cui è stato travolto. Quello che ha avuto più risonanza è certamente lo scandalo destato dallo scoprire che i vertici di questa struttura risultavano tutti iscritti alla loggia massonica segreta P2, una consorteria che aveva, o ha, lo scopo di sovvertire l'assetto socio-politico-istituzionale italiano. Un bel controsenso per chi dovrebbe avere il compito di difendere la sicurezza nazionale e delle sue istituzioni.

Nel 2002 per volere dell'allora capo del SISDE, il generale Mario Mori, all'interno del SISDE venne creata un alta struttura denominata ROC. Il ROC (raggruppamento operativo centrale) è un segreto anche all'interno dei servizi segreti, è un ente privo di qualsiasi controllo esterno che risponde esclusivamente al suo direttore. E' stato formato da personale scelto nominalmente dallo stesso Mori e si struttura principalmente in tre sezioni: il CSO (centro supporto operativo), il CCO (centro criminalità organizzata) e l'unità A2.

Fin dal principio questa struttura ha destato perplessità ma nulla ha mai potuto scalfire la cortina di fumo che la circonda e la protegge e al COPACO, il comitato preposto a controllare l'operato dei servizi segreti italiani, non è mai stato permesso di conoscere le reali sue attività. Da queste indicazioni è facile dedurre come sia impresa quasi impossibile reperire notizie circa il suo operato, le azioni intraprese e i risultati ottenuti.

Non c'è risposta alle domande sul perché il ROC gode di un bilancio per le spese riservate diverso da quello del SISDE oggi AISI o circa le operazioni segrete di cui si occupa, eppure il ROC ha un potere immenso; ha funzione di analisi dati, di raccolta informazioni, ha mansioni operative e può addirittura agire come polizia giudiziaria. Tutte attività riassunte in un unica struttura controllata solo dal capo del ROC stesso, al di fuori dunque da qualsiasi regola o legge dello Stato.

Il 16 dicembre 2006 ai vertici del ROC è avvenuto un cambio di poltrona, l'indagato Mario Mori abbandonò la direzione del servizi segreti dopo 5 anni di attività passando la staffetta a Franco Gabrielli che mantenne la carica per soli 6 mesi prima di venir esautorato da Giorgio Piccirillo.

Il perché di questo veloce avvicendamento è presto detto. Fin dai primi giorni di comando Gabrielli si dimostrò scomodo e non in linea con le decisioni prese in precedenza da Mori. Smantellò quasi subito due centrali di ascolto clandestine gestite fino ad allora esclusivamente dal ROC.
Le centrali avevano scopi non certo di accertamento di reati, lavoravano in assoluta clandestinità senza alcuna autorizzazione e perciò ogni elemento di cui si fosse venuti a conoscenza non poteva essere utilizzato in tribunale, risultavano invece utilissime per reperire quante più informazioni possibili su persone o enti da utilizzarsi poi esclusivamente per i propri scopi, un altra volta al di fuori di leggi e senza alcun tipo di controllo.
Gabrielli sporse denuncia presso la procura della Repubblica di Roma contro Mario Mori e le sue scelte scellerate all'interno dei servizi segreti.

L'ultimo mistero però, quello sulle reali funzioni dell'unità A2, rimane inviolato e nulla o nessuno sembra saperne niente.


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