10/12/09





NO ALL'ARRESTO DI NICOLA COSENTINO


Oggi si è tenuto alla Camera l'esame della richiesta di arresto di Nicola Cosentino per concorso esterno in associazione camorristica, richiesta respinta.

All'aula si è assistito ad un inusuale presenza per gli scranni del parlamento, se per votare contro lo scudo fiscale le poltrone vuote erano molte più di quelle occupate, per salvare dalla galera un “collega” in pochi hanno dato forfait, c'erano Umberto Bossi, Angelino Alfano, Ignazio La Russa, Renato Brunetta, Maria Stella Gelmini, Giorgia Meloni, Stefania Prestigiacomo, Gianfranco Rotondi, Andrea Ronchi, tutti pronti e sull'attenti per fare muro comune contro quello che oggi il premier ha definito “il partito dei giudici”, si insomma, quei pazzi visionari che pensano ancora che legge e giustizia vengano prima del business.
Per Silvio Berlusconi è giunta l'ora di sostituire i giudici con i politici cosicché certe piccolezze come l'onestà, la rettitudine e la legalità non vadano più ad intralciare l'operato di chi, tra tante fatiche, è riuscito a mettere da parte un patrimonio miliardario se pur a scapito di qualche decina di migliaia di famiglie.

D'altronde sono solo nove e attendibili i pentiti che indicano l'on.Cosentino, nato a Casal di Principe e parente del boss del clan dei casalesi Giuseppe Russo, come referente politico dei clan. Nulla in confronto con le sibilline dichiarazioni che lo stesso Nicola Cosentino ebbe a rilasciare: “Anticamorra spesso nelle nostre parti ha significato lasciare le cose come stanno, senza dare un futuro di investimenti alle nostre terre. Casale deve potere attrarre investimenti, ma dico al partito anticamorra che colpire indistintamente coloro che fanno non ha senso. Se bisogna fare, bisogna capire che questa è una terra difficile..."

Dario De Simone,boss dei casalesi, lo accusa di essere una persona completamente a disposizione del clan.
Il boss Berando Cirillo ha riferito come negli anni '80 gli fu presentato come uno dei rappresentanti del Clan Bidognetti e che era quindi da appoggiare la sua candidatura alla provincia.
Il pentito Michele Froncillo lo ha accusato di legami con il boss Raffaele Letizia.
Carmine Schiavone ha affermato che Nicola Cosentino sarebbe legato ai casalesi fin dal 1982.
Il pentito Domenico Frascogna racconta che Cosentino ha fatto da “portalettere” per alcuni messaggi provenienti dal sanguinario Francesco Schiavone.
Gaetano Vassallo (tra l'altro tesserato FI) lo accusa di aver controllato l’affare dei rifiuti gestito dai casalesi.

Eppure no, il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino proprietario anche dei 14 serbatoi di Gpl che esplodendo hanno causato una strage alla stazione di Viareggio il 29 giugno 2009, non deve essere arrestato, anzi meglio, non deve proprio essere nominato … e guai a ricordare che nel 1997 alla sua ditta di famiglia, la Aversana Petroli, fu negato lungamente il certificato antimafia per un appalto.


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3 commenti:

  1. sei molto superficiale e comunista, ti ergi a giudice ed emetti sentenze , lasci intendere che cosentino abbia colpa nella disgrazia avvenuta a viareggio lasciando intendere che la colpa e' sua, sei ippocrita esei indegna di nominare i morti di viareggio . detto questo ti consiglio per il bene dell'umanita' di scrivere sui rotoli di carta da toilette.

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  2. Uh !! chissà perchè ultimamente chi fa antimafia viene tacciato sempre di essere comunista, è un po come dare dei forzisti a tutti i mariuoli d'Italia ...
    bà! mistero

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