03/03/10

Attacco alla democrazia e alla libertà di manifestazione del pensiero


Tratto da Democrazia in rete


E' il caso di considerare innanzitutto la classifica di Freedom House. Nel rapporto 2009 di Freedom House (organizzazione autonoma con sede negli Stati Uniti, che si pone come obiettivo la promozione della libertà nel mondo), l'Italia viene declassata da Paese 'libero' (free) a 'parzialmente libero' (partly free), unico caso nell'Europa Occidentale insieme alla Turchia. Nella classifica generale l'Italia è al settantatreesimo posto, dopo Benin e Israele.
Freedom House riconosce che, in generale, in Italia "la libertà di parola e di stampa sono costituzionalmente garantite e generalmente rispettate, nonostante la concentrazione della proprietà dei media". Ma è proprio quest'ultimo il punto dolente. Certo, c'è la legge Gasparri, rispetto alla quale l'organizzazione avalla le critiche secondo le quali introduce norme che favoriscono l'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ci sono i tanti processi per diffamazione a carico di altrettanti giornalisti, Freedom House ne cita alcuni tra i più eclatanti, tra i quali quelli a carico di Alexander Stille e di Marco Travaglio.


Ma il punto veramente dolente, a giudizio dell'organizzazione, è costituito "dalla concentrazione insolitamente alta della proprietà dei media rispetto agli standard europei". Berlusconi, affermano senza reticenze gli autori del rapporto, controlla attraverso il governo la Rai, e possiede Mediaset. E la crisi di La7 non ha certo giovato in questo panorama.


Quanto si è verificato nei tg Rai e Mediaset, ad esclusione del Tg3 che è l'unico che Berlusconi non controlla direttamente o indirettamente, negli ultimi tempi conferma la fondatezza dell'allarme lanciato da Freedome House:
la notizia dell'indagine su Cicchitto (capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati) non è stata data da Tg1, Tg2 e i tg Mediaset, nel monopolio informativo di Rai-Set l'unico che non ha censurato la notizia è stato il Tg3 e per questo pesantemente attaccato dall'imbavagliatore che non accetta la diffusione di notizie a lui scomode; Minzolini, direttore del Tg1, ha considerato l'inchiesta di Bari, una delle più importanti, una non notizia; il Tg1 ha dato la notizia della prescrizione di Mills, ritenuto colpevole in cassazione, come assoluzione, senza neppure preoccuparsi di correggere l’errore; le proteste dei terremotati abruzzesi, dei precari della scuola licenziati e degli operai delle fabbriche a rischio chiusura sono state ripetutamente oscurate da Tg1, Tg2 e dai tg Mediaset; pochissimo spazio alle spiegazioni sul caso di corruzione nella vicenda Mills ma ampio spazio alle accuse di Berlusconi ai giudici che fanno semplicemente il loro lavoro senza subire interferenze; le parole di Veronica Lario più gravi ("non sta bene", "non posso stare con uno che frequenta minorenni") non sono state citate nei suddetti tg.


Sulla sentenza della Cassazione, che ha dichiarato legittima l'ordinanza di arresto per Nicola Cosentino, da segnalare l’ennesima censura del Tg1 di Minzolini, sempre di più al servizio del padrone premier con i suoi editoriali faziosi in cui riporta opinioni personali di parte che non trovano un reale riscontro oggettivo.


Masi, direttore generale della Rai, ha rifiutato l'offerta di Sky dicendo no a 125 milioni di euro per il passaggio al digitale, favorendo così Mediaset, un motivo in più per capire a quanto si è abbassato il livello di pluralismo in Rai-Set.


E’ successo più volte che Vespa ha messo a disposizione una puntata di Porta a Porta in cui Berlusconi ha fatto comizi per 2 ore senza contraddittorio, addirittura rinviando la programmazione di Ballarò sull’altra rete, per consentire in prima serata lo show delle bugie sulla ricostruzione in Abruzzo.


La messa in onda di Anno Zero è stata fino all’ultimo giorno a rischio, perché non si può raccontare di fatti che riguardano Berlusconi e di cui hanno parlato i giornali di tutto il mondo, perché si vuole imbavagliare Travaglio e chi racconta verità scomode. Anno Zero inizialmente è andata in onda senza alcuni contratti firmati, tra cui quello di Travaglio, ma Santoro non ha ceduto a chi voleva togliere Travaglio, e siccome la Rai è obbligata da una sentenza a far trasmettere Santoro, nonostante le intimidazioni e tentativi di imbavagliare la libera informazione di Anno Zero, la trasmissione è dovuta partire anche con Travaglio.


Nel mirino di chi cerca di fermare la diffusione di fatti scomodi è finita anche la trasmissione Report di Milena Gabanelli; infatti, la trasmissione di inchieste ha rischiato di restare senza copertura legale e non si capisce perchè, visto che finora non hanno perso alcuna causa per querele spesso pretestuose.


Inoltre non si è detto che i debiti di Alitalia sono finiti tra i debiti dello stato ma si è parlato di un fantomatico salvataggio da parte del “messia” Berlusconi che invece l'ha svenduta ai loschi personaggi della Cai. Si è nascosta la gravità della proposta di legge blocca-intercettazioni, che favorisce i delinquenti e mette il bavaglio al diritto di cronaca. Si sono nascosti i tagli alla spesa per le forze dell’ordine, i tagli che sono stati fatti alla scuola e all'università facendo passare una legge di bilancio come riforma, i tagli agli enti locali (229 milioni di euro in 3 anni) e alle comunità montane. Non si è detto che Berlusconi appena tornato al governo ha abrogato norme di contrasto all'evasione fiscale varate dal governo precedente, non si è detto che ha abolito i tetti agli stipendi dei manager pubblici sempre varate dal precedente governo, che ha abrogato le norme più restrittive varate dal precedente governo sull'utilizzo dei voli di stato, che ha cancellato la legge che vietava la pratica delle dimissioni in bianco da parte del lavoratore al momento dell'assunzione, non si è detto che la social card non è stata attivata a tutti gli aventi diritto, non si è detto della privatizzazione di enti benificiari di beni pubblici come le risorse idriche, non si detto che il decreto del ministro Bondi ha esteso a tutti i prodotti elettronici dotati di memoria il cosiddetto “equo compenso”.


La decisione del Cda della Rai di sospendere i programmi di approfondimento politico in campagna elettorale è una grave violazione del diritto dei cittadini ad essere informati ed anche del dovere del servizio pubblico radiotelevisivo di dare un’informazione plurale e corretta.


I fatti dicono che l'informazione di Rai e Mediaset è distorta e manipolata a favore di Berlusconi e non contro come falsamente accusa.


Siccome in Italia esiste un articolo della Costituzione (art. 21) che garantisce la libertà di manifestazione del pensiero, non è accettabile che si tenti di imbavagliare anche quella minima parte di liberi giornalisti che fanno informazione non faziosa allo scopo di non far conoscere la drammatica realtà attuale italiana e in modo che vengano comunicate solo le favole della disinformazione berlusconiana.






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