21/03/10

SPECIALE ELEZIONI: CAMPANIA

CAMPANIA: Non è previsto il listino, la maggioranza che sostiene il presidente eletto potrà contare comunque sul 60% di consiglieri regionali (esattamente 36), ma non può superare il 65% (39 elementi), eventuali seggi eccedenti questa soglia devono essere ripartiti tra la minoranza.
Per succedere ad Antonio Bassolino (PD) si presentano:



Paolo Ferrero
deputato UDC. Viene sostenuto dalla FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
Non ha dimostrato interesse nel rispondere al nostro questionario su temi di interesse pubblico.



Roberto Fico
volto nuovo della politica, sostenuto dal MOVIMENTO 5 STELLE vicino a Beppe Grillo. Tutti i candidati sono tenuti a rispettare rigide regole che impongono la non iscrizione ad altro partito politico e l'assenza di condanne in sede penale anche non definitive.
Non ha dimostrato interesse nel rispondere al nostro questionario su temi di interesse pubblico.



Stefano Caldoro
Deputato, viceministro dell'istruzione, ministro per l'attuazione del programma di governo, segretario nazionale del nuovo PSI, fa parte della direzione nazionale del PdL. Viene sostenuto da PDL, UDC, MPA, UDEUR, LA DESTRA, ADP, DC, NOI SUD, MPA
Non ha dimostrato interesse nel rispondere al nostro questionario su temi di interesse pubblico.



Vincenzo De Luca
Ex sindaco di Salerno. Nel 2005 è stato indagato nell'ambito del “progetto Seapark”, tre le richieste d'arresto nei suoi confronti, tutte rifiutate dal GIP. Nel 2006 risulta essere il deputato più assenteista. Nel 2007 la Camera dei Deputati nega l'utilizzo delle intercettazioni telefoniche che incriminerebbero il politico e così le indagini vengono archiviate. Attualmente sotto inchiesta per falso e truffa aggravata. Viene sostenuto da PD, VERDI, ALLEANZA PER L'ITALIA, IDV, SOCIALISTI, SEL, CAMPANIA LIBERA, LISTA BONINO PANNELLA

Posizione su temi d'interesse 
PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI
Contrario alla privatizzazione selvaggia

CRIMINALITÀ
Napoli e l’area metropolitana si devono al più presto liberare di una zavorra velenosa, che ne blocca crescita e sviluppo. Sconfiggere la criminalità è un imperativo che non si può aggirare o dimenticare mai. La sicurezza non serve solo a far vivere sereni i cittadini, ma è una precondizione dello sviluppo: basti pensare a quanto sia essenziale per attrarre investitori e flussi turistici da ogni parte del mondo. La sicurezza si conquista certamente con più forze impegnate per l’ordine pubblico, il loro efficace coordinamento, con dotazione di mezzi moderni ed efficienti. Ma non solo. Occorre un grande sussulto civico per affermare sempre e ovunque, specie nei confronti dei più giovani, la cultura e i valori della legalità. Anche le istituzioni devono fare molto di più e meglio. La nuova Regione sarà anche in questo in prima linea. Il contrasto all’illegalità significa conquistare ogni angolo di territorio alle regole dello Stato. Ma anche spezzare il circuito perverso degrado-disoccupazione-devianze sociali, affermando un ciclo virtuoso di segno diametralmente opposto: riqualificazione urbana-sviluppo-lavoro-socialità diffusa. Assillo primario dovrà essere il contrasto alla dispersione scolastica. Riqualificazione urbana e politiche per la sicurezza devono viaggiare insieme. Così come va affermata l’assoluta compatibilità di una solidale cultura dell’accoglienza con il rigoroso rispetto delle regole di convivenza civile. Integrazione e sicurezza non solo non sono alternative, ma possono crescere insieme in modo virtuoso.

SANITÀ
Il nuovo governo regionale dovrà imprimere radicali cambiamenti nel settore della Sanità campana. Il deficit pubblico regionale ha raggiunto livelli di guardia che mettono ormai a rischio la tenuta stessa del sistema. Nel solo 2009 il disavanzo ammonta a circa 800 milioni di euro; una cifra enorme soprattutto se si considera che si è formata in un anno in cui si erano avviate riforme strutturali della sanità campana, a partire dall’accorpamento delle ASL. Innanzitutto va chiarito, anche per la Sanità, che la Regione non è il luogo della gestione. La Regione è il luogo della programmazione e degli indirizzi strategici, da sottoporre a rigorose verifiche di risultato. All’interno di questi obiettivi la gestione è in capo alle Direzioni Generali delle Aziende sanitarie, ospedaliere, dei Policlinici: chi sbaglia, una volta che ha condiviso gli obiettivi accettandoli assieme all’incarico, va a casa, senza se e senza ma. La politica di rigore nell’uso delle risorse può essere attuata senza penalizzare i servizi per gli utenti. Riequilibrare senza smantellare è la linea guida cui dovrà ispirarsi l’azione della Regione. È urgente tagliare sprechi per costi che nulla hanno a che vedere con le prestazioni sanitarie: spese legali per contenziosi evitabili, costi esorbitanti per manutenzioni di edifici ed impianti, clientelismi per favorire potentati politici.
Con i tagli agli sprechi è possibile garantire il perseguimento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nel rispetto dell’equilibrio economico complessivo. Cambiare tutto per garantire davvero la salute in Campania, con standard di civiltà, di equità e di buon governo. L’istituzione del Dipartimento Regionale della Salute, struttura centrale in diretto rapporto con la Presidenza della Giunta Regionale, sarà la prima risposta organizzativa per riportare ad unità operativa, di decisione e di controllo le funzioni attualmente disarticolate e variamente distribuite tra ARSAN, SORESA e quello che rimane degli Uffici dell’Assessorato Regionale alla Sanità. La necessità di integrare competenze e responsabilità rende urgente il varo di un Nuovo ed Integrato Piano Sanitario Regionale, riguardante: l’Emergenza, il Riordino della Rete Ospedaliera e dei Policlinici, la Medicina del Territorio, il Ruolo dell’Università, la Sanità Privata. Altra priorità strategica nel riordino del settore sarà la selezione qualificata dei nuovi manager di ASL e Aziende Ospedaliere da sottrarre alle clientele partitiche e da affidare ad una Comitato di Alta Garanzia. Competenze e verifica dei risultati: unici parametri per promuovere i meriti e rimuovere gli incapaci. Spetta al buon governo della Regione definire regole certe e trasparenti, contestualmente alle procedure di controllo e verifica, che definiscano la cornice entro la quale si deve configurare l’azione della Sanità convenzionata. Occorre concordare con i soggetti interessati un Piano di risanamento del debito pregresso e fissare un nuovo punto d’inizio, con tempi di pagamento certi per le prestazioni erogate. Occorre assicurare anche in questo settore la qualità e l’appropriatezza dell’assistenza e delle cure, così da tutelare la salute dei cittadini e il principio sacrosanto della libertà di scelta, cui devono concorrere con pari dignità strutture pubbliche e private.

LA FAMIGLIA
Bisogna coniugare opportunità di lavoro adeguatamente professionalizzato con valori di solidarietà sociale e sensibilità umana da affermare con grande forza, specie nelle realtà urbane più degradate. Il sostegno con risorse pubbliche dovrà favorire le fasce d’utenza più bisognose (anziani privi di reddito, situazioni di grave disagio sociale e familiare).




LE ALTRE REGIONI:
BASILICATA
CALABRIA
EMILIA ROMAGNA
LAZIO
LIGURIA
LOMBARDIA
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PUGLIA
TOSCANA
UMBRIA
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