07/11/09





LIBERTA' DI STAMPA


 

E' un argomento trito e ritrito ma non fa mai male ricordare, di tanto in tanto, dove ci troviamo.

I rapporti sulla libertà di stampa vengono compilati annualmente dall'organizzazione Freedom House con lo scopo di misurare il livello di libertà di stampa ed indipendenza editoriale di ogni nazione del mondo.

La libertà di parola e di stampa in Italia dovrebbero essere garantiti per Costituzione ma l'accentramento della proprietà dei media, o l' influenza diretta, che Silvio Berlusconi esercita ha determinato in Italia un serio pregiudizio per poter esercitare questo diritto.
Di questa situazione ne sono stati artefici anche la così detta legge Gasparri del 2004 e il disegno legge del giugno 2008 in cui sono state previste pesanti ammende e pene detentive per i giornalisti che diffondono intercettazioni telefoniche senza l'autorizzazione di un giudice.

Sono centinaia le cause intentate per diffamazione a carico di giornalisti in Italia.
Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, consigliere di amministrazione della Mondadori e del quotidiano Il Giornale, membro del consiglio direttivo di Confindustria, Assolombarda, Assonime e della federazione radio televisioni, presidente dell'associazione televisioni nazionali, … insomma una potenza che si presume essere super partes ... ha recentemente citato in giudizio l'autore Alexander Stille per alcuni passi riportati nel libro “Il sacco di Roma” riguardanti Silvio Berlusconi.
A maggio il presidente del Senato Renato Schifani ha citato il giornalista Marco Travaglio per diffamazione dopo un programma andato in onda sulla rete televisiva pubblica.
A settembre un tribunale di Milano ha assolto la rivista Economist dall'accusa intentatagli da Berlusconi per diffamazione poiché la rivista l'aveva definito “inadatto a guidare il paese”.

Freedoom House stima che circa il 90% dei media del paese siano in qualche maniera riconducibili a "Silvio Berlusconi primo ministro" o a "Silvio Berlusconi imprenditore" conteggiando radio, televisioni, network, case editrici, quotidiani, riviste e agenzie di pubblicità.

Sebbene internet è generalmente senza restrizioni il governo blocca numerosi siti web stranieri, ha limitato la diffusione degli internet cafè e ha legalizzato la sorveglianza di internet.

Sono queste le ragioni alla base del 73° posto in cui si ritrova ad essere l'Italia, seconda non solo a tutta l'Europa ma anche a numerosi altri Stati ritenuti, evidentemente a torto, più arretrati di noi.


 

 
 






Wikio
vota questo posting su OKNOtizie
Il Bloggatore
Add to Technorati Favorites




Nessun commento:

Posta un commento

Si è verificato un errore nel gadget