06/11/09





VIOLENZA SULLE DONNE, RITORNO AL PASSATO


 
In Italia è tornata l'indulgenza per i reati d'onore, o passionali che dir si voglia, ma con una modifica del ventunesimo secolo: il diritto di proprietà della donna è stato esteso anche tra i conviventi.

Incredibile ma vero, se si ammette di aver ucciso la propria donna per gelosia si potrebbe veder considerare il proprio delitto meno grave dell'omicidio di una sconosciuta.

La corte d'assise d'appello di Milano in una sentenza del 8 aprile 2009 ha affermato che secondo il sentire comune (di cui evidentemente il genere femminile non fa parte) la gelosia non è del tutto illecita. Sentenza confermata il 4 maggio dalla prima sezione penale della cassazione con atto n.18187. Per i giudici la gelosia morbosa non può essere considerata un'aggravante in quanto è lo "sfogo di un desiderio di possesso" aggiungendo che la "coscienza collettiva non è tale da costituire una ragione inapprezzabile di pulsioni illecite". Oggi apprendiamo che la gelosia NON E' un banale pretesto per massacrare una donna.

Per contro si sta facendo un gran parlare di violenza sulle donne da parte di sconosciuti, meglio se stranieri, e di inasprimento in questo caso delle pene.

Si ringrazia la classe dirigente del paese per aver dimostrato la più totale indifferenza della dignità delle donne.
Cosa si può pretendere da una società che promuove l'immagine della velina e giudica un politico donna “più bella che intelligente”?
Un paese in cui il primo ministro chiede ad un assessore donna se può “palparla un po’” come è successo all'assessore provinciale alle pari opportunità del Trentino Lia Beltrami; che dice ad una dottoressa che gli sarebbe piaciuto essere rianimato da lei o che include nelle sue liste elettorali donne elette in virtù delle doti fisiche e non per altre capacità?
BLEAH






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1 commento:

  1. trovo ributtante l'atteggiamento che la politica ha assunto nei confronti della donna ma anche del menefreghismo che circonda questo argomento.

    Maria C.

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